News Frontend

L’industria cerca alternative e soluzioni green per produrre calcestruzzo e cemento. La ricerca contribuisce, offrendo nuove vie più ecosostenibili

Pubblicato da IEA il Renewables 2019, con le previsioni di sviluppo nel periodo 2019-2024 delle energie e tecnologie rinnovabili nei settori dell'elettricità, del calore e dei trasporti. Nei prossimi 5 anni crescita del 50% e oltre, guidata dal fotovoltaico che rappresenta il 60% dell'aumento

 

 

Indice degli argomenti:

Pubblicato ieri dall'IEA, Agenzia Internazionale dell'Energia, il Report Renewables 2019, con le analisi di mercato e le previsioni di sviluppo delle rinnovabili nel periodo 2019-2024 nei settori dell'elettricità, del calore e dei trasporti.

 

Il Rapporto prevede che la capacità totale mondiale di energia da fonti rinnovabili crescerà del 50% tra il 2019 e il 2024. Questo aumento di 1.200 gigawatt - equivalente all'attuale capacità energetica totale degli Stati Uniti - è determinato dalla riduzione dei costi e dagli sforzi politici concertati dei governi.

Andamento delle tecnologie rinnovabili tra il 2019 e il 2024

Il fotovoltaico rappresenta il 60% di questa crescita, l'eolico onshore un quarto.  L'eolico offshore contribuisce all'aumento per il 4%, e vedrà  triplicare la capacità entro il 2024, grazie alle aste competitive nell'Unione Europea e ai mercati in espansione in Cina e negli Stati Uniti. La capacità di bioenergia aumenterà tanto quanto l'eolico offshore, con le maggiori espansioni in Cina, India e Unione Europea. La crescita dell'energia idroelettrica rallenterà, anche se continuerà ancora a rappresentare un decimo dell'aumento totale della capacità rinnovabile.

 

La quota di energie rinnovabili nella produzione globale di energia elettrica è destinata ad aumentare dall'attuale 26% al 30% nel 2024.

 

 

La Cina rappresenta il 40% dell'espansione globale della capacità di produzione di energia rinnovabile nel periodo di previsione. Una prospettiva più ottimistica per l'Unione Europea deriva dall'aumento dei volumi d'asta delle energie rinnovabili e da una più rapida crescita del fotovoltaico solare distribuito negli stati membri per raggiungere gli obiettivi di energia rinnovabile. Negli Stati Uniti ci si aspetta che vengano terminati progetti fotovoltaici ed eolici prima della fine degli incentivi fiscali federali. 

 

 

La crescita delle energie rinnovabili prevista per i prossimi anni arriva dopo lo stallo dello scorso anno, il primo in quasi due decenni di continuo sviluppo. Per il 20198 ci si aspetta un aumento di capacità installata del 12%, con il fotovoltaico solare che ha registrato la crescita più significativa degli ultimi quattro anni. Tuttavia, la nuova espansione rimane ben al di sotto di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi globali in materia di energia sostenibile.

 

Fatih Birol, direttore esecutivo dell'AIE, ha sottolineato: "Le energie rinnovabili sono già la seconda fonte di energia elettrica al mondo, ma il loro impiego deve ancora accelerare se vogliamo raggiungere gli obiettivi a lungo termine in materia di clima, qualità dell'aria e accesso all'energia".

 

Il Rapporto evidenzia le tre sfide principali che devono essere superate per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili: incertezza politica e normativa, elevati rischi di investimento e integrazione dei sistemi di energia eolica e solare fotovoltaica.

Fotovoltaico: boom installazioni in generazione distribuita

Lo studio di quest'anno contiene un approfondimento dedicato al fotovoltaico in generazione distribuita, che dovrebbe più che raddoppiare la propria capacità nei prossimi cinque anni, rappresentando quasi la metà di tutta la crescita del mercato FV.

 

Crescita legata principalmente alla diminuzione dei prezzi, come ha spiegato Birol: "Il costo della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici distribuiti è già inferiore ai prezzi al dettaglio nella maggior parte dei paesi. L'IEA prevede che questi costi diminuiranno di un ulteriore 15-35% entro il 2024, rendendo la tecnologia più attraente e stimolando l'adozione a livello mondiale".

 

Secondo le previsioni dell'IEA, l'installazione di impianti solari fotovoltaici su abitazioni, edifici commerciali e impianti industriali è destinata a decollare nei prossimi cinque anni, trasformando il modo in cui l'elettricità viene generata e consumata, con nuove opportunità e sfide per i fornitori di energia elettrica e i responsabili politici di tutto il mondo.

 

Le applicazioni commerciali e industriali piuttosto che quelle residenziali domineranno la crescita del fotovoltaico distribuito, rappresentando i tre quarti delle nuove installazioni. Questo grazie a economie di scala e a un migliore allineamento della domanda e dell'offerta di energia elettrica, che consentono un maggiore autoconsumo e maggiori risparmi sulle bollette elettriche nei settori commerciale e industriale.

 

In ogni caso è destinato a crescere più del 50% il numero di sistemi fotovoltaici sui tetti delle case, arrivando a circa 100 milioni entro il 2024, si prevede che i principali mercati saranno Australia, Belgio, California, Paesi Bassi e Austria.

Si prevede che la Cina rappresenterà quasi la metà della crescita globale del fotovoltaico distribuito, superando l'Unione Europea nella quale comunque  l'espansione del fotovoltaico distribuito continua a crescere in modo significativo. Il Giappone rimane un mercato forte, l'India e la Corea emergono come motori della crescita della capacità in Asia.

 

 

L'IEA avverte però che sono necessarie importanti riforme politiche e tariffarie per garantire che la crescita del fotovoltaico distribuito sia sostenibile, altrimenti vi è un rischio di perturbare i mercati dell'elettricità aumentando i costi di sistema, sfidando l'integrazione delle energie rinnovabili nella rete e riducendo i ricavi dei gestori di rete. Riformando le tariffe al dettaglio e adattando le corrette normative, i servizi pubblici e i governi possono attrarre investimenti nel fotovoltaico distribuito, garantendo nel contempo entrate sufficienti a pagare per gli asset di rete fissa e assicurando che l'onere dei costi sia ripartito equamente tra tutti i consumatori.

 

Secondo l'Accelerated Case del Rapporto, il miglioramento dell'economia, il supporto politico e una regolamentazione più efficace potrebbero spingere la capacità installata globale del fotovoltaico distribuito oltre i 600 GW entro il 2024, quasi il doppio della capacità totale di potenza del Giappone di oggi. Tuttavia, questa crescita accelerata rappresenta ancora solo il 6% del potenziale tecnico del fotovoltaico distribuito sulla base della superficie totale disponibile sui tetti.

 

Energie rinnovabili nel riscaldamento e nei trasporti

Renewables 2019 offre anche previsioni per tutte le fonti di energia rinnovabile. Il consumo di calore prodotto dalle rinnovabili è destinato a crescere di un quinto tra il 2019 e il 2024, spinto da Cina, Unione Europea, India e Stati Uniti. I settori della produzione di calore e dell'energia elettrica sono sempre più interconnessi in quanto l'elettricità rinnovabile utilizzata per la produzione di calore aumenta di oltre il 40%.

 

Nel complesso, il potenziale di riscaldamento rinnovabile rimane ampiamente sottoutilizzato e la sua diffusione non è in linea con gli obiettivi climatici globali, il che richiede una maggiore ambizione e un più forte sostegno politico.La quota delle energie rinnovabili nella domanda totale di calore dovrebbe rimanere al di sotto del 12% nel 2024, il che richiede obiettivi più ambiziosi e un più forte sostegno politico.

 

I biocarburanti rappresentano attualmente circa il 90% delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti e il loro utilizzo è destinato ad aumentare del 25% nei prossimi cinque anni. La crescita è dominata dall'Asia, in particolare dalla Cina, ed è trainata dalla sicurezza energetica e dall'inquinamento atmosferico. Nonostante la rapida espansione dei veicoli elettrici, nel 2024 l'elettricità rinnovabile rappresenta solo un decimo del consumo di energia rinnovabile nei trasporti.

 

Grafici by IEA

 

TEON ha di recente annunciato la nascita di ARSE, la prima associazione italiana che si impegna a combattere l’utilizzo dei combustibili fossili impiegati per il riscaldamento degli edifici, puntando alla promozione dell’energia geotermica.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

 

ARSE, acronimo di Associazione Riscaldamento Senza Emissioni, nasce con l’obiettivo di promuovere la scelta di energie rinnovabili per il riscaldamento degli edifici, favorendo una rapida transizione verso sistemi sostenibili. Un’impresa ambiziosa che si affianca a iniziative di sensibilizzazione e divulgazione scientifica programmate dall’associazione che permettano di conseguire al meglio l’obiettivo sostenibile.

 

La spinta di ARSE verso l’adozione di sistemi di riscaldamento e climatizzazione sostenibili punta al decremento significativo delle emissioni in atmosfera, fino ad ottenere un completo azzeramento delle stesse.

 

A tal proposito ARSE vuole operare per promuovere una nuova cultura legata al riscaldamento degli edifici; una cultura sostenibile che sia in grado di ottimizzare la qualità dell’aria, spesso contaminata da valori di sostanze inquinanti oltre i limiti consentiti, garantendo condizioni di salute adeguate per i cittadini.

 

 

 

ARSE nasce da un’idea di TEON, insieme ad E.Geo, Cogeme Nuove Energie e Georicerche, per incoraggiare l’utilizzo di energia rinnovabile; nello specifico prende di mira l’impiego dell'energia geotermica, considerandola un’alternativa concreta ad altre fonti energetiche altamente inquinanti. Di fatto, questi sistemi risultano essere attualmente molto diffusi nel Nord Europa e negli Stati Uniti, ma ancora poco conosciuti in Italia, nonostante la risorsa geotermica sia disponibile su tutto il territorio nazionale.

 

Riccardo Bani, Presidente di ARSE e di TEON, si è espresso in merito all’iniziativa con queste parole: “Come molti studi confermano, il riscaldamento degli edifici è tra le principali cause dell’inquinamento nelle nostre città. Di questo si è iniziato a parlare solo qualche anno fa; molto ancora c’è da fare sul fronte della semplificazione normativa, degli strumenti di sostengo, della comunicazione e della sensibilizzazione. Le soluzioni tecnologiche per riscaldarci senza inquinare esistono ed è necessario accelerarne la loro diffusione per contribuire anche in questo settore a dare una risposta concreta ai cambiamenti climatici. Per questo Teon, insieme ad altre importanti realtà aziendali, ha deciso di mettere a disposizione ancora una volta le proprie expertise e dar vita a un soggetto indipendente da qualsiasi dinamica aziendale e politica che potesse dare un contributo concreto al cambiamento, anche nel settore dei riscaldamento.”

Il geotermico residenziale

La scelta di un impianto geotermico per la casa porta diversi vantaggi in termini di risparmio e sostenibilità, rendendo, inoltre, l’ambiente domestico confortevole sia d’inverno che d’estate.

 

 

 

I sistemi geotermici più indicati per l’impiego residenziale sono quelli a bassa temperatura, che offrono la possibilità di produrre acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari e acqua fredda per la climatizzazione estiva. Si tratta, dunque, di una soluzione che ben si adatta alla completa sostituzione dei tradizionali impianti di riscaldamento e climatizzazione, grazie alla capacità di racchiudere in un unico impianto le stesse funzioni normalmente demandate a due diversi apparecchi.

Le soluzioni smart e digitali di Hoval assicurano ottimi risultati in termini di risparmio sui consumi e sui costi nella gestione alberghiera

 

 

Indice degli argomenti:

Il settore alberghiero è particolarmente importante nell’economia del nostro paese e ogni anno muove investimenti significativi, sia italiani che esteri.

 

Hoval propone soluzioni ad hoc sia per gli interventi di riqualificazione che per le nuove realizzazioni, in grado di ottimizzare comfort ed efficienza, assicurando consumi contenuti e di conseguenza un risparmio sui costi energetici relativi a riscaldamento, raffrescamento, acqua, gas ed elettricità, che rappresentano una voce significativa del bilancio delle strutture alberghiere.

Soluzioni smart e digitali

Recentemente l’azienda ha presentato a Hotel 2019 di Bolzano le proprie soluzioni smart e il servizio a 360° offerto ai gestori degli alberghi: dalla diagnosi energetica ai progetti integrati con soluzioni innovative e digitalizzate.

 

Forte del competenze tecniche dei propri consulenti, Hoval ha realizzato con successo interventi di efficientamento in molti alberghi, non solo in Italia, che hanno portato a contenimento dei consumi e dei costi, con un ritorno dell’investimento in tempi certi, massima sicurezza e redditività. Un successo legato alla preparazione e capacità dei consulenti Hoval di affiancare progettista e installatore già nella fase di analisi delle prestazioni dell’impianto, proponendo la miglior soluzione digitale e smart sia per la parte termica che di regolazione.

 

Un servizio completo che aiuta i gestori degli hotel anche nella parte burocratica, supportandoli nella richiesta di incentivi e finanziamenti e seguendoli anche a progetto concluso con servizi di assistenza remota e in loco o contratti di manutenzione digitale Software as a Service.

 

Tutto ciò grazie alle soluzioni digitalizzate e integrate proposte dall’azienda dotate di serie del sistema di regolazione Top Tronic® E, che permettono di gestire semplicemente gli impianti con una sola interfaccia e alla regolazione digitale che garantisce un risparmio annuo tra il 5% e il 40%.

 

Il sistema Top Tronic® E imposta in automatico, grazie al collegamento online ad una centrale meteorologica, la temperatura a seconda delle previsioni meteo, assicurando massimo comfort, consumi e costi contenuti. In caso di eventuali problemi i tecnici possono intervenire da remoto.

 Riqualificazione impiantistica dell’albergo Tauber's Biovital 

 

Hoval ha seguito la riqualificazione della parte impiantistica del Tauber's Biovital Hotel in Val Pusteria che recentemente è stato ampliato. Si tratta di un albergo a forte vocazione green in cui si è scelto di affiancare all’esistente impianto a biomasse una soluzione formata da 2 moduli termici in cascata Hoval TopGas Slim BC-i a gas a condensazione, che permette un recupero del 15% di energia in più, aumentando il rendimento fino al 107%. E’ stato poi collegato sistema di regolazione Top Tronic® E che ha ulteriormente migliorato l’efficienza dell’impianto, limitando costi e consumi.

 

Per la gestione dell'acqua calda sanitaria è stato installato il bollitore con sistema a flusso continuo Hoval Trans Therm Aqua, particolarmente adatto per le strutture ricettive

 

Nell'eco hotel finlandese di alto livello Arctic Blue Resort il prezzo del soggiorno è basato sulle emissioni: minore è l'impatto ambientale, minore è il costo della vacanza. 

 

 

 

A Kontiolahti, una piccola città della Finlandia che sorge a 450 km a nord-est della capitale, è possibile vivere una bellissima vacanza nel pieno rispetto dell'ambiente. Gli ospiti dell'Arctic Blue Resort, un progetto creato da Arctic Brands Group, potranno godere di una vacanza sostenibile e compensare l'impronta ecologica del proprio soggiorno: il prezzo è basato sulle emissioni: minore è l'impatto ambientale meno si spende.

 

La preservazione della natura è nel DNA di Arctic Brands Group: l'azienda produce distillati artigianali di alta qualità a partire dagli ingredienti puri della natura finlandese e sta sviluppando nuovi prodotti alimentari e bevande naturali da lanciare nel 2020.

 

Mikko Spoof, vicepresidente e fondatore di Arctic Brands Group, ritiene che le aziende siano obbligate a trovare nuove soluzioni per combattere il cambiamento climatico. "Vogliamo offrire alle persone un'eco-vacanza di alto livello e incoraggiarle a fare scelte sostenibili con prezzi basati sulle emissioni del loro soggiorno. I visitatori del resort possono influenzare i costi, ad esempio consumando meno energia, partecipando ad attività ecologiche e facendo scelte alimentari sostenibili. Vogliamo che il resort sia un luogo di vera tranquillità, incoraggiando gli ospiti a vivere maggiormente il momento, disintossicandosi da cellulari e sistemi digitali".

Design ispirato dalla natura

Arctic Blue Resort è stato progettato per essere il più sostenibile possibile: sarà autosufficiente, costruito con materiali naturali, alimentato da fonti energetiche rinnovabili e dotato di un proprio sistema di trattamento delle acque.

 

La straordinaria natura circostante gioca un ruolo significativo nella progettazione del resort. Ogni camera è decorata in modo unico con un tema speciale - gli ospiti possono scegliere se dormire sotto un cielo notturno stellato o godere di una vista a 360 gradi sulla foresta.

 

Il menu dell'Arctic Blue Resort è formato da cibi di provenienza locale e cambierà a seconda delle stagioni. Agli ospiti saranno proposte diverse attività in mezzo alla natura in ogni stagione - in inverno si potrà praticare il nuoto su ghiaccio e le ciaspolate, mentre in estate si potrà provare il canottaggio e la raccolta dei frutti di bosco.

 

Il sindaco di Kontiolahti, Jere Penttilä, ritiene che il turismo sostenibile sia il futuro: "Con Arctic Blue resort vogliamo dare l'esempio e porre l'accento sulla responsabilità ambientale creando soluzioni per ridurre al minimo l'impatto negativo del turismo".

 

Arctic Blue Resort sarà aperto al pubblico nel 2022. Il concetto di resort è stato sviluppato insieme al comune di Kontiolahti e Innvolve Oy.

 

Dall’alleanza di Alperia e Dolomiti Energia è nata Neogy, società specializzata nella fornitura di servizi di ricarica per auto elettriche, con lo scopo di accelerare lo sviluppo della mobilità sostenibile sul territorio nazionale.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

 

Neogy fissa l’obiettivo di rivoluzionare il mondo della e-mobility realizzando una solida rete infrastrutturale distribuita su tutto il territorio nazionale, a partire dalle 500 stazioni di ricarica già presenti in Trentino-Alto Adige.

 

L’ambiziosa sfida della creazione di una rete efficiente dedicata alla mobilità sostenibile segue un trend che risulta essere in crescita secondo lo Smart Mobility Report 2019 del Politecnico di Milano.

 

Il report ha, infatti, rivelato un incremento complessivo delle immatricolazioni di auto elettriche pari al 70%. 

 

La mobilità sostenibile rappresenta oggi un elemento fondamentale di cui tener conto per il raggiungimento degli obiettivi sostenibili prefissati sia a livello nazionale che europeo; per questo motivo è necessario ripensare e riorganizzare il settore mobilità e trasporti in un’ottica sostenibile, come ha affermato Sergio Marchiori, Amministratore Delegato di Neogy: “Ripensare a un nuovo modello di mobilità e offrire nuovi impulsi al cambiamento è ormai una priorità improrogabile per il settore dei trasporti che richiede rapidi interventi. Affinché questo sia possibile, il primo passo è creare sinergie mirate a realizzare un sistema infrastrutturale di ricarica ampiamente diffuso e facilmente accessibile. E’ questa la sfida di Neogy”, continua Marchiori, “frutto della collaborazione tra due realtà accomunate non solo dal core business ma anche da valori condivisi, a partire dalla tutela ambientale e dalla responsabilità sociale verso i propri clienti e il proprio territorio”. 

Le stazioni di ricarica Neogy

Le stazioni di ricarica firmate Neogy sono caratterizzate da avanzati standard tecnologici che rendono le colonnine totalmente sostenibili grazie all’alimentazione da fonte rinnovabile proveniente dalle centrali idroelettriche di Alperia e Dolomiti Energia in Trentino-Alto Adige.

 

Neogy assicura in questo modo una mobilità 100% italiana e totalmente sostenibile, raggiungendo l’obiettivo dell’abbattimento di emissioni e di inquinamento acustico. 

 

 

 

Oltre ad essere totalmente sostenibili le stazioni di ricarica Neogy si contraddistinguono per l’elevata potenza; un aspetto fondamentale che permette di soddisfare le esigenze di un’industria automobilistica in continua evoluzione.

 

Lo si può facilmente intuire dal costante lavoro di ottimizzazione operato sulle batterie affinché si possano conseguire standard di efficienza sempre più elevati o dalla disponibilità di sistemi di Hypercharger, per i quali Neogy risulta essere il primo installatore in Italia, che permettono di ricaricare i veicoli in meno di mezz’ora con una potenza che spazia dai 150 kW ai 300 kW

 

Neogy si occupa di charger sia sul fronte pubblico che su quello privato, offrendo soluzioni su misura e servizi completi di assistenza, dall’installazione delle colonnine fino alla loro gestione, a tutti, dai singoli utenti alle aziende impegnate a investire in un futuro sostenibile, quali imprese, alberghi o centri commerciali.

 

Sono già moltissimi i resort, residence e impianti per il tempo libero che in Italia hanno deciso di rivolgersi a Neogy per installare nelle proprie strutture le colonnine di ricarica, rispondendo alle esigenze di una sempre maggiore clientela che possiede auto elettriche, proveniente soprattutto dal centro e nord Europa. 

 

Neogy offre la possibilità di rintracciare le proprie stazioni attraverso i maggiori portali di mobilità elettrica grazie all’appartenenza alla rete Hubject, la maggiore piattaforma online per il roaming delle stazioni di ricarica per auto elettriche in Europa.

 

E’ possibile, inoltre, accedere alle colonnine tramite carta cliente o direttamente dall’app Neogy per smartphone.

8 novembre 2019 / ore 17.30 / Biblioteca di San Matteo degli Armeni, Perugia

Il Sindaco Sala ha partecipato all’inaugurazione di un condominio riqualificato a Milano, che rappresenta un ottimo esempio di cosa si possa fare dalla collaborazione tra istituzioni, aziende e cittadini. Un intervento congiunto di sostituzione della caldaia e coibentazione che ha garantito un risparmio su consumi energetici di circa il 74% e dell’80% sui costi in bolletta. Un sistema di monitoraggio delle condizioni ambientali aiuterà a capire quanto questi interventi riescano a migliorare anche la qualità della vita. Sistema a cappotto in lana di roccia di Rockwool

 

a cura di Raffaella Capritti

 

 

Indice degli argomenti:

 

A Milano nei giorni scorsi è stato presentato dal Sindaco Giuseppe Sala il nuovo condominio di viale Murillo 10, che ha vinto il bando BE2 ed è stato protagonista di un intervento di riqualificazione profonda che, grazie all’intervento sinergico di Teicos Group, Enel X e Rockwool, ha garantito la riduzione dei consumi energetici del 74%, dell’80% dei costi in bolletta e il passaggio della classe energetica da G a C.

 

Il progetto è stato presentato dal Sindaco e da Alessio Torelli Responsabile Italia di Enel X, Cecilia Hugony, AD di Teicos Group, Paolo Migliavacca Business Unit Director di ROCKWOOL Italia e Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia.

 

 

L’associazione ambientalista lo scorso anno ha promosso in Lombardia la campagna "Condomini Efficienti", sostenuta dalle tre aziende, volta a far conoscere i contributi messi a disposizione dal bando BE2 del Comune di Milano e i vantaggi legati agli interventi di deep renovation degli edifici, che per il 50% nella Regione si trovano in classe G.

 

Il Sindaco Sala ha evidenziato l’importanza delle detrazioni fiscali per la realizzazione degli interventi di efficientamento, ma è necessario aiutare i proprietari di case perché il periodo di 10 anni per il recupero del credito rischia di rendere poco attrattiva la misura. In questo caso gli inquilini sono stati aiutati in 2 modi: attingendo al bando BE2 promosso dal Comune di Milano e con Enel X che ha anticipato gli sgravi fiscali. “Quello che chiedo agli operatori del settore è di trovare formule per cui si anticipino questi finanziamenti, così oggettivamente l’intervento dei possessori di case diventa più leggero”.

 

 

Il Comune di Milano ha continuato il Sindaco sta lavorando molto mettendo insieme questioni ambientali ed urbanistiche, come dimostra anche il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio) appena approvato. Nel capoluogo meneghino sono 126 i condomini che hanno aderito ai bandi per l’efficientamento promossi dal comune, c’è da fare ancora molto ma "la riqualificazione di tutti gli edifici, pubblici e privati, rappresenta un passaggio fondamentale nel progettare il futuro della città. Continuiamo, quindi, su questa strada". In giunta sono state approvate le linee guida dell’aggiornamento del bando BE2 che sarà pubblicato a breve, e prevede un aumento delle quote per le modalità più sostenibili come l’uso del solare delle pompe di calore o i tetti verdi.

 

Certamente, ha concluso Sala, bisogna lavorare con questo spirito di collaborazione che ha caratterizzato questo progetto: l’amministrazione, le imprese che ci lavorano, Legambiente e i cittadini.

 

Marzio Marzorati vicepresidentedi Legambiente ha sottolineato che la bellezza di questo intervento è che è stato realizzato su un edificio storico, “la bellezza deve accompagnare la ristrutturazione e l’innovazione. Una città più efficiente e anche bella”.

Per limitare il surriscaldamento climatico, ha continuato Marzorati, intervenire sugli edifici è una priorità, a partire dalla riqualificazione degli impianti termici: basti pensare che solo a Milano si trovano migliaia di condomini con grosse caldaie a gasolio che, a parità di prestazioni, costano il doppio ed emettono 25 volte più inquinanti di una caldaia a metano.

 

La Lombardia è già molto avanti, il 26% del risparmio energetico italiano degli ultimi 3 anni lo ha fatto questa regione. Lo sgravio fiscale è importante ma lungo, "i cittadini devono vedere e sentire l’amministrazione della loro città vicina per l’innovazione e il cambiamento".

 

Certo a simili interventi dovrebbero seguire comportamenti virtuosi di tutti i cittadini per combattere il cambiamento climatico, ci si domanda per esempio se, considerate le temperature non ancora troppo rigide, non fosse il caso di ritardare l’accensione degli impianti di riscaldamento.   

L’intervento di riqualificazione

Il condominio di Viale Murillo comprende, su un totale di 5 piani, 9 abitazioni, prima dell’intervento era in classe G di efficienza con un consumo pari a 175kW/mq2 l'anno e il riscaldamento a gasolio. Tra i problemi vi erano infiltrazioni in copertura e degrado della facciata.

 

La facciata prima dell'intervento di riqualificazione

 

Gli interventi congiunti hanno previsto la sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore a gas fornita da Enel X, risanamento della facciata con l’installazione di un sistema di isolamento a cappotto in lana di roccia, rifacimento della copertura e isolamento delle solette del piano terra e di tutti i vani riscaldati. L’immobile è ora in classe C di efficienza energetica, i consumi pari a 48kW/mq come abbiamo detto sono diminuiti del 74% e naturalmente l’edificio ha aumentato il proprio valore.

 

La facciata dopo l'intervento di riqualificazione

 

I condòmini grazie alla cessione del credito acquisito da Enel X, divisione del Gruppo Enel, dedicata ai prodotti innovativi e alle soluzioni digitali, hanno dovuto sostenere solo il 27% della spesa totale. Alessio Torelli, Responsabile Italia di Enel X ha commentato: “strumenti come l'ecobonus e la cessione del credito rappresentano un'opportunità per i cittadini contribuendo a incrementare il valore degli immobili, a ridurre le spese di gestione, con evidenti vantaggi per l'ambiente e la collettività".

 

L’impresa di costruzioni Teicos Group ha seguito il condominio dalla prima riunione condominiale alla conclusione dei lavori di efficientamento energetico, in un percorso lungo 2 anni ma molto gratificante e dal risultato eccezionale che ha confermato l’importanza del processo partecipativo.

Cecilia Hugony A.D. Teicos Group ha sottolineato che per raggiungere nel nostro paese il target del 30% di riduzione delle emissioni entro il 2030, la riqualificazione profonda degli edifici è indispensabile e questo intervento ha dimostrato che "grazie al quadro incentivante oggi a disposizione, è più conveniente realizzare progetti ambiziosi di riqualificazione energetica al posto di semplici interventi di manutenzione". Quello di viale Murillo è stato il primo condominio in cui si è realizzato un simile intervento, infatti è stato premiato a Roma dall’Ance come primo intervento con cessione del credito.

 

Questo edificio inoltre grazie a un altro bando della regione Lombardia è dotato di sistema di monitoraggio delle condizioni ambientali: qualità dell’aria, temperatura, umidità che permetterà di fare una valutazione su come migliora anche la qualità della vita nell’edificio riqualificato. 

L’intervento di Rockwool

Il sistema di isolamento a cappotto installato ROCKWOOL REDArt® in lana di roccia ha garantito comfort, isolamento termico in tutte le stagioni e isolamento acustico, aspetto quest’ultimo da non sottovalutare considerando che l’edificio si trova in una zona molto trafficata della città.

 

Molto soddisfatto Paolo Migliavacca, Business Unit Director di ROCKWOOL Italia S.p.A azienda da sempre impegnata sul fronte della sostenibilità e della riqualificazione. Migliavacca ha spiegato i vantaggi della scelta della lana di roccia per la realizzazione del sistema di isolamento a cappotto, materiale versatile e ignifugo che garantisce ottime prestazioni a livello di comfort, isolamento termico e acustico con una conseguente diminuzione dei consumi e dei costi in bolletta, salubrità degli spazi e diminuzione della formazione di muffe.

 

Considerando che si tratta di un edifico storico, nella posa del sistema a cappotto ROCKWOOL REDArt, per salvaguardare il più possibile l'architettura originale, si è tenuto conto di alcuni elementi di decoro che caratterizzavano la facciata del Novecento. I fregi sono stati fedelmente ricostruiti e applicati sopra il cappotto.

 

Ancora una volta si torna all’opportunità della riqualificazione energetica, si tratta infatti di interventi che durano oltre 25/30 anni per cui vale la pena progettare in un solo momento la soluzione coibentazione esterna e impiantistica. I materiali come la lana di roccia possono dare un valore aggiunto.

 

ROCKWOOL ha inoltre realizzato altri interventi di isolamento nelle cantine e sull'ultimo solaio della copertura utilizzando una combinazione di pannelli in lana di roccia ROCKWOOL ad alta densità, che hanno permesso di creare le vie di passaggio necessarie alle operazioni di ispezione della copertura e di pannelli a media densità nelle restanti parti del solaio.

Da sempre sonnen crede fermamente nella collaborazione con i propri Partner, sostenendoli e fidelizzandoli con iniziative ad hoc. Ne è ulteriore conferma l'iniziativa lanciata dall'inizio di ottobre che prevede che sonnen si faccia carico della cessione del credito d'imposta.

 

 

Il Decreto Crescita come sappiamo ha introdotto la possibilità per i clienti di scegliere se usufruire della detrazione fiscale del 50% sulla spesa totale, da recuperare in dieci anni con quote annuali di pari importo, o cedere al momento dell'acquisto alla società fornitrice del sistema il bonus in forma di credito di imposta, usufruendo di uno sconto immediato del 50% in fattura. Sarà dunque l'azienda fornitrice a recuperare il credito che non è cedibile ad altri soggetti.

 

La misura è stata introdotta con l'obiettivo di stimolare gli interventi di efficientamento e riqualificazione edilizia, anche se non sono mancate polemiche per le difficoltà che le PMI si possono trovare ad affrontare per anticipare cifre anche importanti, favorendo gli operatori economici di grandi dimensioni.

sonnen ha dunque deciso di dare un valido aiuto ai propri Partner BatterieCenter, facendosi carico del credito di imposta e di fatto semplificando la trattativa degli installatori, che potranno proporre al cliente la sonnenBatterie a metà prezzo, con un risparmio del 50%.

 

Vincenzo Ferreri, Managing Director di sonnen Italia ricordando che le iniziative volte alla fidelizzazione dei propri partner sono centrali nella crescita dell'azienda, perché solo da collaborazione e sinergia si crea sviluppo, ha sottolineato che è molto probabile che "le nuove normative portino a un nuovo fermento sul mercato del fotovoltaico, a beneficio sia del cliente finale che dell’installatore". E sonnen è pronta a presidiare questo mercato in crescita.

 

Grazie a questa iniziativa, che interesserà solo una parte dei sistemi di storage dell’azienda, i clienti si fidelizzeranno sempre di più, e ci sarà probabilmente anche  un aumento delle vendite.

 

I Partner sonnenBatterie Center interessati dovranno sottoscrivere un apposito contratto.  

In via di realizzazione a Eslöv, in Svezia un centro yoga realizzato in bioedilizia: grazie a una tecnologia italiana che utilizza biocompositi in calce e canapa, l’edificio potrà assorbire più CO2 di quanta ne verrà prodotta, assicurando ottime prestazioni energetiche e massimo comfort. 

 

 

Calce e canapa sono sempre più utilizzati in bioedilizia grazie ai vantaggi per l’ambiente e alle ottime caratteristiche che garantiscono a livello di isolamento termico e acustico, controllo dell’umidità interna e capacità di limitare gli sbalzi di temperatura. Inoltre l’uso di questi materiali assicura un interessante risparmio di tempi e costi del processo costruttivo.

 

Recenti studi Enea realizzati nell’ambito del progetto EFFEDIL hanno evidenziato che la canapa mineralizzata dalla calce è traspirante, immarcescente, ha una buona permeabilità al vapore acqueo ed è ignifuga, riuscendo a limitare la propagazione delle fiamme in caso di incendio.

 

Considerando sostenibilità e rispetto dell’ambiente, la canapa è in grado di assorbire le emissioni di CO2, di cui sappiamo che gli edifici sono i maggiori responsabili (in Italia in una percentuale del 45%). Gli immobili realizzati con questi materiali diventano invece “carbon negative”, assorbono dunque più emissioni di quante ne producono.

Bioedilizia per il cantiere in calce e canapa

Una conferma che si tratti di tecnologie già disponibili sul mercato per la realizzazione di edifici sostenibili e a basso impatto ambientale arriva dal nuovo centro yoga in via di realizzazione a Eslöv, in Svezia, a circa 40 chilometri da Malmö. Si tratta infatti del più grande cantiere al mondo in canapa e calce, nel complesso saranno realizzate 4.300 mq di nuove costruzioni, oltre alla riqualificazione efficiente di circa 2.500 mq di edifici esistenti.

 

Nel complesso sorgerà Divinya il centro yoga immerso in un parco di 2 milioni di mq, pronto ad accogliere le migliaia di persone che ogni anno desiderano incontre il Maestro Indiano Guruji Sri Vast, che ha donato il proprio patrimonio a una fondazione che si occupa dei bambini, tra Kenya e India.

 

 

Attento allo spirito ma anche alla sostenibilità e al risparmio energetico, Guruji Sri Vast si è affidato alla tecnologia tutta italiana, coperta da brevetto, per la realizzazione di biocompositi in canapa, calce e microrganismi simbiotici, per involucri edilizi ad alta efficienza energetica e riciclabili, sviluppata da Gilberto Barcella.

 

 

Gilberto Barcella, specializzato nel restauro e nella costruzione con la canapa e la calce naturale, direttore tecnico della divisione Tecnocanapa by Senini di Montichiari, in provincia di Brescia, che sta seguendo con un proprio team i lavori in cantiere, spiega che gli edifici, che accoglieranno gli ospiti e si sviluppano su una superficie di circa 6.300 mq, hanno la struttura portante in legno, con involucro e intonaci in canapa e calce.

 

 

I lavori dovrebbero concludersi in due anni e il cantiere “contribuirà a immagazzinare nell’involucro 190 tonnellate di CO2. Le macchine che producono oltre 100 mq giorno di murature ci permettono di essere molto competitivi e portano su larga scala la vera bioedilizia. D’ora in poi i grandi edifici potranno essere confortevoli, duraturi, economici e paladini dell’ambiente!”.

 

E’ francese la prima eco suite d’albergo galleggiante al mondo. Anthénea è alimentata da pannelli solari, gestisce ecologicamente le acque reflue ed è dotata di un moderno sistema di domotica in grado di ridurre al minimo i consumi energetici.

 

a cura di Tommaso Tautonico

 

 

Vista dall’alto, Anthénea , questo è il nome della prima suite d’albergo di lusso galleggiante, sembra un disco volante sul mare, un oggetto non identificato a filo d’acqua. Il design pulito e dalla forma rotonda nasconde una camera d'albergo di lusso che unisce tecnologia ed ecologia, grazie alla domotica, all’autosufficienza energetica e alla gestione ottimale delle acque reflue.


Ideata dall'architetto navale Jean-Michel Ducancelle, la suite d’albero è ispirata all’auto subacquea nel film di James Bond del 1977 “The Spy Who Loved Me”.

 

Anthénea può essere considerata una versione lussuosa, ma nello stesso tempo sostenibile del turismo marittimo. Un luogo da sogno proiettato nel futuro, con una superficie di circa 50 mq, in grado di spostarsi sull’acqua e soprattutto inaffondabile. 

Anthénea: design ecologico e autosufficienza energetica 

La particolare forma del loft galleggiante, richiama il design di una capsula ricoperta da una cupola. Al suo interno sono distinguibili tre spazi abitativi: una zona diurna dotata di un bar e un salotto, arredata con mobili e divani, da dove è possibile godere di una vista sul fondale marino grazie al pavimento a vetro; una zona notte con letto circolare e vasca da bagno, e in ultimo, una zona relax nella parte superiore della cupola, raggiungibile grazie ad una scala, che ospita un solarium attrezzato con divani in grado di accogliere fino a dodici persone. Questa zona è a scomparsa grazie al tetto automatizzato apribile all'occorrenza.

 


Anthénea può contare su una serie di tecnologie avanzate come un sofisticato sistema di domotica in grado di attivare le luci all’occorrenza, grazie ad una serie di sensori. Oltre ad essere lussuosa, la suite d'albergo è anche rispettosa dell'ambiente. E’ dotata di cinque pannelli solari posizionati nella zona sud che assorbono i raggi del sole e alimentano sia i motori elettrici che i sistemi meccanici del loft.

 

 

Un design ricercato e senza alcun tipo di sporgenza fa sì che nessuna parte dello scafo possa impattare con il fondale marino. La suite d’albergo è progettata e realizzata in modo tale da gestire in maniera ecologica le acque reflue ed è in grado di limitare al minimo il mal di mare grazie ad un sistema di stabilizzazione della zavorra.
Anthénea è un’esclusiva suite d’albergo galleggiante, ecologica, capace di offrire ai suoi ospiti la possibilità di vivere un’esperienza unica e sostenibile sull’acqua.

 

Img by Anthenea.fr  

 

 

 

Thermoeasy lancia Hydropath, il sistema non invasivo di depurazione delle acque che combatte calcare e batteri e non necessita di intervento idraulico.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

Indice:

Questo sistema, distribuito in Italia da Thermoeasy, è adatto per essere applicato su impianti nuovi o preesistenti e deve la sua nascita a un’iniziativa portata avanti dall’azienda privata inglese Hydropath Technology Ltd.

 

La tecnologia innovativa ed unica di Hydropath è brevettata in tutto il mondo e permette l’installazione su qualsiasi tipo di tubo per l’adduzione dell’acqua, sia esso in acciaio, rame, multistrato o PVC, senza la necessità di intervento idraulico invasivo.

 

Il dispositivo Hydropath si adatta a tutto il circuito idraulico indipendentemente dalla portata e/o dal flusso dell’acqua e viene dimensionamento in funzione dell’uso e della taglia delle tubazioni su cui viene installato.

 

Si colloca perfettamente su impianti nuovi o preesistenti e non prevede manutenzione in quanto non è soggetto ad usura.

Il funzionamento di Hydropath

Il sistema Hydropath genera un consumo elettrico irrilevante, pari a 1 Watt massimo per impiego residenziale e 120 Watt massimi per utilizzi in ambito industriale.

 

 

 

Il funzionamento di questo sistema di trattamento delle acque si basa sulla produzione di onde elettriche ad alta frequenza che condizionano gli ioni di calcio e magnesio dando origine a un agglomerato di cristalli inerti ed insolubili che fluiscono con il flusso dell’acqua.

 

L’induzione del campo elettrico previene la formazione di calcare e garantisce un efficace trattamento antibatterico caricando elettricamente batteri o alghe ogni qualvolta passino sotto il campo d’azione dell’anello.

 

Tramite questo processo i batteri attirano uno strato di acqua molto pura che viene assorbita all’interno della cellula batterica e per differenza di pressione osmotica causa la distruzione per esplosione della stessa.

Applicazioni di Hydropath

L’impiego di Hydropath si adatta a diversi settori ed impianti ottimizzandone l’efficienza e riducendone i costi di gestione grazie a una serie di modelli disponibili la cui installazione si adatta facilmente a qualsiasi circuito idraulico.

 

 

Uso Residenziale

 

L’impiego principale di Hydropath riguarda il settore residenziale, ambito in cui il calcare rappresenta spesso un problema importante nelle aree caratterizzate da acqua dura.

 

La sola presenza di 0,8 mm di calcare è sufficiente per ridurre del 10% l’efficienza di un impianto di riscaldamento o per causare ostruzioni che spesso comportano la rottura degli elettrodomestici, incrementando i costi.

 

Grazie al sistema anticalcare elettronico Hydropath il calcio viene trasformato senza l’impiego di prodotti chimici e questo risulta essere particolarmente vantaggioso in quanto permette di lasciare invariate le caratteristiche organolettiche dell’acqua.

 

Un aspetto fondamentale che distingue Hydropath dai comuni addolcitori d’acqua che, tra l’altro, necessitano di ricambi quali resine, membrane osmosi inversa, filtri o additivi chimici.

 

Vantaggi della tecnologia Hydropath per uso domestico:

  • Facile installazione
  • Nessuna manutenzione
  • Nessun prodotto chimico
  • Salvaguarda l’ambiente
  • Efficace per tutte le tubazioni anche di diverso materiale
  • Eco-compatibile
  • Nessuna corrosione
  • Aumenta la vita dell’impianto idraulico
  • Efficace su tutto l’impianto
  • Risparmia energia
Uso Industriale

 

Hydropath offre il massimo in termini di tecnologia anche per il trattamento dell’acqua nel settore industriale, riducendo il calcare e prevenendo le bio-incrostazioni, senza alcun utilizzo di sostanze chimiche e sfruttando una potenza massima di 120 Watt.

 

Impieghi nei diversi campi di applicazione:

  • Scambiatori di calore
  • Trattamenti anticalcare - battericidi - alghicidi - flocculanti
  • Caldaie per produzione vapore
  • Pulizia e lavaggi di pipe line
  • Dissalatori
  • Torri di raffreddamento
  • Acque di raffreddamento
  • Tubazioni con presenza di biofilm
  • Produzione acqua demineralizzata
  • Scarichi di impianti biologici
  • Trattamenti battericidi
  • Condotti di trasferimento di sostanze liquide

Regolamento per la disciplina dei principi, dei criteri e delle modalità per il conferimento da parte di Arpa Umbria degli incarichi esterni di difesa in giudizio difronte alle Autorità giurisdizionali civili, penali, amministrative, tributarie,...

Il nuovo nosocomio per l’Asl di Lecce vuole coniugare l’eccellenza sanitaria con un’architettura sostenibile e umana. Sarà un edificio unitario in grado di superare il vecchio modello dell’ospedale organizzato per padiglioni. Si articola in tre volumi principali, sviluppati su tre piani, che si flette e arretra per proteggere e salvaguardare le aree più sensibili

 

a cura di Pietro Mezzi

 

Render del nuovo ospedale del Sud Salento a Lecce (Mario Cucinella Architects)

 

Mario Cucinella Architects si è aggiudicato la gara bandita dall’Asl di Lecce per lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo ospedale del Sud Salento.

 

Il nuovo nosocomio nasce con l’idea di coniugare l’esigenza di realizzare una struttura ospedaliera pubblica d’eccellenza con l’ambizione di disporre di una architettura attenta alle caratteristiche del luogo, sostenibile e umana.

 

Con questo spirito, i progettisti di Mca hanno voluto attribuire pari importanza e dignità sia agli spazi destinati alla diagnostica, al pronto intervento e alle esigenze del paziente, sia a quelli destinati all’ambiente, al decoro e alla cura di tutti gli aspetti che rendono tollerabile la degenza del malato nell’ambiente di cura.

Il progetto

Per raggiungere queste finalità l’idea progettuale ha proposto un edificio unitario, anche se articolato, la cui forma deriva dalla sintesi tra la particolare morfologia dell’area, delimitata da due infrastrutture viarie, e l’intenzione di salvaguardare le aree di degenza e di accoglienza.

 

Render della planimetria generale dell’ospedale (Mario Cucinella Architects)

 

Il complesso architettonico, maturato dalla traduzione strutturale delle funzioni assistenziali, permette di allocare le aree di degenza - più di 400 posti letto - e le connesse attività diagnostiche di supporto - compresa l’area dell’emergenza-urgenza - nei due corpi di fabbrica posti a Sud, mentre a Nord sono concentrate le funzioni out-patient: ambulatori, prelievi, dialisi e pre-ricovero.

 

L’architettura proposta supera il vecchio modello dell’ospedale organizzato per padiglioni e si articola in tre volumi principali, sviluppati su tre piani, che come una massa viva si flette e arretra rispetto ai limiti del lotto, per proteggere e salvaguardare le aree più sensibili. Tale permeabilità all’ambiente esterno non interrompe le connessioni funzionali interne, permettendo di realizzare delle colline alberate, che proteggono dal rumore e offrono affacci di qualità alle camere di degenza e agli ambienti di lavoro del personale.

 

Modello del nuovo ospedale (Mario Cucinella Architects; Alessia Monacelli)

Scheda progetto Nuovo ospedale Sud Salento
  • Località: Maglie, Lecce
  • Committente: Asl Lecce
  • Progettazione architettonica: Mario Cucinella Architects
  • Progettazione impiantistica: Aicom
  • Progettazione strutturale: Rina Consulting
  • Sicurezza e antincendio: Gae Engineering
  • Consulenza trasportistica: Mic, Mobility in Chain
  • Superficie: 58.000 mq
  • Anno: 2019
  • Visual: Alessia Monacelli

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte del 15 ottobre il dl fiscale e la Legge di Bilancio 2020“salvo intese”. Confermati ecobonussismabonus, bonus mobili e introdotta una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici.

 

 

Si è concluso in tarda notte martedì 15 ottobre il Consiglio dei Ministri che ha approvato ‘Salvo Intese’ il Decreto fiscale che introduce disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili, la Legge di Bilancio 2020 e il bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022. Il testo della manovra viene ora trasmesso alla Commissione europea per le opportune valutazioni sulla sua sostenibilità economica.

Tra i principali cardini il Governo punta su blocco dell’aumento IVA, riduzione del cuneo fiscale a carico dei lavoratori, lotta all’evasione fiscale, incentivi ai pagamenti elettronici, fondi per le famiglie e per le persone diversamente abili.

Detrazioni fiscali: confermati ecobonus 

Per quanto riguarda edilizia e ambiente sono state confermate anche per il 2020 le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione, le ristrutturazioni edilizie, oltre a quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione.

Inoltre è stato introdotto per il 2020 l’ecobonus per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città.

 

Sostegno alle imprese che investono per innovare i propri impianti: continuano gli incentivi del programma “Industria 4.0”, tra cui il Fondo centrale per le piccole e medie imprese; il super e l’iper ammortamento per beni tecnologici, software ed economia circolare; il rifinanziamento della legge Sabatini; il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.

 

Nell’ambito del green new deal sono introdotti nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e per la realizzazione di realizzazione di investimenti privati sostenibili.

 

 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sottolineato che “La manovra è espansiva, pure in un quadro di finanza pubblica particolarmente complesso siamo riusciti a evitare l’incremento Iva che era il nostro primo obiettivo e poi potendo ridisporre di risorse finanziarie aggiuntive che si sono manifestate nelle ultime settimane siamo riusciti a costruire una manovra che realizza vari punti del programma di governo”.

 

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha ricordato che le coperture ci sono e deriveranno principalmente dalla lotta all’evasione fiscale.

 

4/10/19

Nel Def l’impalcatura per lo sviluppo sostenibile del Paese

 

Il governo vede nel Green new deal “uno degli assi” della Legge di Bilancio in grado di orientare “gli investimenti verso una maggiore sostenibilità”. C’è un ddl collegato a Manovra. Il ministro dell’Economia lancia i green bond e punta 50 miliardi sulla transizione ecologica. E l’Europa dovrebbe tenere il pacchetto di misure fuori dal conteggio del 3%. Nella Nota di aggiornamento si parla di “promozione del benessere equo e sostenibile”. Viene prevista la realizzazione di un Piano di investimenti pubblici sinergici a quelli privati perché “la sfida ambientale non può essere vinta opponendo la protezione dell’ecosistema alla crescita”.

 

a cura di Tommaso Tetro

 

 

La Nota di aggiornamento al Def è la nuova impalcatura su cui costruire lo sviluppo sostenibile del Paese. Così almeno stando alla presentazione che il governo ne ha fatto. Si parte con un disegno di legge collegato alla prossima Manovra. E si prosegue con la possibilità che arrivino presto degli eco-titoli di Stato per il nostro Paese, dei green bond dedicati a “finanziare e sostenere investimenti nel campo della sostenibilità ambientale”, come ha proposto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sulla scia di quanto sta accadendo in Germania dove però l’idea, che non è piaciuta a tutti incontrando non poche difficoltà, ha perso energia, nonostante l’ipotesi di trasformare il Paese – ormai in un empasse di crescita economica - in un hub finanziario dedicato all’ambiente. A questo poi si aggiungono due Fondi ad hoc, da 50 miliardi in tutto, per la transizione energetica, la riqualificazione urbana e le fonti rinnovabili.

Il Green new deal

E’ un sentiero da percorrere, quello del Green new deal che è diventato per il governo una vera e propria “strategia”. Tanto che Gualtieri parla di “green new deal” come “uno degli assi della Manovra”, una priorità per il governo, in grado di orientare “gli investimenti verso la transizione ad una maggiore sostenibilità”: ci saranno per questo due Fondi (a seconda della funzione e della destinazione d’uso delle risorse) in totale da 50 miliardi spalmati su un arco temporale di qualche anno (ancora da definire in modo puntuale) da indirizzare a riqualificazione urbana, innovazione tecnologica, e rinnovabili. Sul punto ci sarebbe anche la specifica richiesta all’Europa di tenere il pacchetto di misure fuori dal conteggio del 3%.

 

La prossima Manovra (del peso di circa 30 miliardi e il 2,2% di deficit) dovrebbe portarsi dietro – stando alle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte – “un corredo di misure” con “l’obiettivo di rendere l’Italia più verde, ancora più sicura per le sue infrastrutture, digitalizzata, e veramente moderna, con una burocrazia ridotta e semplificata.

 

Un’Italia che guarda ai più deboli e non li abbandona”. La speranza, naturalmente, è che la chiave dello sviluppo sostenibile non sia soltanto usata come apri-porte in Europa per ottenere una maggiore flessibilità e qualche punto di deficit in più. Cioè non soltanto un contenitore più o meno vuoto da riempire quando serve ma anche un pieno di contenuti, e di risorse.

 

Dovrebbe essere la volta buona questa per inserire degli incentivi alle industrie e un Piano di sostegno agli investimenti green. Nella Nota di aggiornamento al Def vengono indicati 23 ddl come collegati alla Manovra; e tra questi spicca proprio quello sul Green new deal, che potrebbe contenere la norma per la riduzione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi (sostanzialmente per tagliare gli incentivi alle fossili) e dovrebbe valere (calcolando il 10% come primo taglio) circa 1,7 miliardi. In questo modo si spiegherebbe anche la sua eliminazione dal decreto Clima che prima invece conteneva questa disposizione.

 

In generale per Palazzo Chigi gli interventi “saranno prevalentemente volti ad assicurare la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche, attraverso l’incremento degli investimenti pubblici, in particolare di quelli per l’innovazione, per la conversione all’economia verde e per il potenziamento delle infrastrutture materiali, immateriali e sociali, e la lotta all’evasione fiscale”.

 

Il ministro Gualtieri nella sua introduzione alla Nota di aggiornamento al Def definisce il “green new deal” come “il perno della strategia di sviluppo del governo”. Che – viene spiegato – “si inserirà nell’approccio di promozione del benessere equo e sostenibile, la cui programmazione è stata introdotta in Italia in anticipo sugli altri Paesi europei e che il governo intende rafforzare in tutte le sue dimensioni”.

 

Tra i punti che questa strategia dovrà toccare, il contrasto ai cambiamenti climatici, la riconversione energetica, l’economia circolare, la protezione dell’ambiente e la coesione sociale e territoriale. Inoltre dovrà prevedere la realizzazione di un Piano di investimenti pubblici sinergici a quelli privati. “La sfida ambientale – continua la Nota di aggiornamento al Def - non può essere vinta opponendo la protezione dell’ecosistema alla crescita o affrontata in chiave di contrasto con il mondo produttivo e degli investimenti privati”.

 

In base al Rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali allegato alla Nota di aggiornamento del Def, sono in totale 513 le tax expenditures (cioè varie agevolazioni fiscali che riducono il prelievo per alcuni contribuenti) in carico allo Stato. Le prime per numero sono quelle definite per le politiche economico-finanziarie, pari a 115, quelle per l’energia 29, mentre per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente sono 5. Il governo “sostiene la necessità di una riduzione delle spese fiscali e sussidi dannosi per l’ambiente. Insieme a nuove imposte ambientali, la revisione dei sussidi consentirà di aumentare il gettito dello 0,1% del Pil”, pari a 1,8 miliardi (più o meno quanto vale il taglio del 10% dei sussidi alle fossili che veniva ipotizzato nella prima bozza del decreto Clima).

 

Naturalmente qualcosa di più chiaro, e definito, sarà possibile vederlo nella prima stesura della Legge di Bilancio; e sicuramente nell’anteprima che il governo invierà in Europa per il vaglio sui saldi e la tenuta di bilancio. E molto di più, anche in termini di risorse, si vedrà dalla risposta sull’equilibrio e sul rispetto delle regole.

Siglata una partnership tra l'Università Ca’ Foscari Venezia e l'azienda produttrice di prosecco Serena Wines 1881 per lo sviluppo di innovative celle fotovoltaiche dalla feccia della vinificazione 

 

 

Al via un nuovo progetto di economia circolare grazie alla collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari Venezia e Serena Wines 1881, tra le principali aziende produttrici di Prosecco, che hanno siglato un accordo biennale per lo sviluppo di innovative celle fotovoltaiche dagli scarti del vino.

 

In particolare il progetto di ricerca basato su un brevetto congiunto prevede, a partire dalla feccia della vinificazione, ovvero gli scarti di produzione e chiarificazione del vino, la creazione in laboratorio di celle fotovoltaiche di nuova generazione.

 

Molto soddisfatto il Rettore dell’Università Veneta Michele Bugliesi che ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazioneimpresa-ricerca scientifica per lo sviluppo di innovative tecnologie dei processi economici e dei sistemi produttivi.

Collaborazione che Ca’ Foscari sostiene da tempo promuovendo la ricerca.  “La capacità brevettuale gioca un ruolo strategico per le aziende e la loro competitività, tanto più in settori chiave quale quello della sostenibilità, che oggi costituisce uno dei cardini nelle linee di sviluppo aziendale e un elemento di crescente interesse per gli investitori”.

 

 

Giorgio Serena, Presidente Serena Wines 1881, sottolinea che l’azienda è da sempre attenta all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale, per esempio ha adottato RafCycle®, una soluzione di riciclaggio degli scarti delle etichette del vino: “i supporti in carta siliconata dei rotoli di etichette che vengono utilizzate nel processo produttivo vengono ritirati dall'azienda UPM Raflatac, che separa il silicone dalla carta, e riutilizza quest’ultima per creare nuove etichette dalla forte impronta ecosostenibile”.

 

Serena Wines 1881 ha dunque aderito con entusiasmo a questo progetto in qualità di finanziatore e titolare del brevetto inventato Elisa Moretti, professoressa di Chimica dei nanomateriali al Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi di Ca’ Foscari.

 

L’azienda fornirà il materiale di scarto di vinificazione che serve da colorante per i pannelli fotovoltaici. L’attività di ricerca viene realizzata nei laboratori del Campus Scientifico di Ca’ Foscari, a Mestre, dotati di strumentazione scientifica all’avanguardia grazie a importanti investimenti. Per esempio i ricercatori hanno a disposizione un simulatore di luce solare che riesce a riprodurre in laboratorio l’energia radiante del Sole che colpisce la superficie terrestre, necessaria per mettere a punto le nuove celle fotovoltaiche “green”.

 

Campus scientifico Ca' Foscari, Edificio Beta

 

Questa innovazione – sottolinea la professoressa Moretti – rappresenta un’importante opportunità considerando che il pianeta è in affanno, stremato da un eccessivo sfruttamento. Si tratta del primo sistema che estrae il colorante da usare nelle “celle di Gräetzel” da uno scarto. I coloranti inseriti nelle celle catturano la luce del sole e trasmettono elettroni a un semiconduttore, riproducendo il processo di fotosintesi clorofilliana.

 

Il progetto inizierà dunque una fase di prototipazione e successivamente di eventuale produzione e diffusione sul mercato.

 

Progettato per uno dei distretti più densamente popolati di Shenzhen, Futian, il nuovo grattacielo sarà un importante centro culturale in grado di risanare la qualità urbana e la vita pubblica dei cittadini cinesi. Alto 150 metri, sarà avvolto da una facciata con griglie triangolari che favoriscono l’ingresso della luce e della ventilazione naturale, aiutando la “respirazione” dell’edificio.

 

a cura di Tommaso Tautonico

 

 

Shenzhen è una delle città cinesi che sta evolvendo molto velocemente, dal punto di vista urbano e demografico. Il distretto di Futian è una delle aree più antiche della città e tra le più densamente popolate.

 

Per donare nuova vita al distretto e rinvigorirlo dal punto di vista culturale lo studio di architettura olandese Mecanoo ha proposto un centro di cultura civica che “respira”.

 

Il nuovo edificio, vincitore del concorso internazionale indetto dall’amministrazione locale per accelerare lo sviluppo culturale del distretto di Futian, offre spazi polifunzionali, e si estende su una superficie totale di circa 93.000 metri quadrati.

 


Il progetto si concentra su spazi semi-aperti, che favoriscono l’ingresso della luce naturale e ospitano diversi spazi verdi.
Lo schema vincente del progetto – dichiarano gli architetti – è lo sky garden sulla cima dell’edificio, accompagnato da numerosi giardini pubblici all’interno. La vita pubblica a Shenzhen, come in altre città subtropicali, prospera in spazi semi-aperti. La nostra proposta dunque è un edificio che respira: aperto alla luce del giorno, alle correnti di raffrescamento naturale e con tanto verde” concludono.

Il nuovo centro culturale: un grattacielo che respira

Sviluppato in pianta con forma a “L”, il nuovo edificio sarà alto 150 metri e per soddisfare l’elevata densità di popolazione del distretto di Futian, ospiterà tre teatri, un centro culturale, una biblioteca, una sala espositiva, un centro di attività per giovani e anziani, un complesso sportivo, strutture commerciali e per finire, un asilo.

 

L’intera struttura è avvolta da una facciata a griglie triangolari, in grado di fornire al nuovo centro culturale un’identità architettonica unica e inconfondibile.

 

Per attrarre le attività pubbliche, gli architetti hanno pensato di creare una forte connessione con gli spazi urbani circostanti, per questo il piano terra è il più aperto possibile. Una piazza pubblica esposta a sud e un ampio passaggio pedonale est-ovest forniscono i giusti collegamenti pedonali al nuovo edificio.

 

All'interno del centro culturale, il piano terra è vivace e connesso con l’esterno grazie ad ampie facciate vetrate che invitano ad entrare da ogni direzione.
L’ingresso dell’edificio si collega direttamente con la hall del teatro, che rappresenta il principale catalizzatore urbano del centro culturale. Grazie alla permeabilità verso l’sterno, ai passaggi pedonali con le strade confinanti e alla vicina stazione della metropolitana, il nuovo edificio è perfettamente collegato all’ecosistema urbano circostante.

 


Una volta all’interno, i cittadini sono incentivati a salire sullo sky garden attraverso efficienti ascensori e lunghe scale mobili che, come una serie di arterie, portano vita all’interno dell’edificio, attraversando atri verdi e terrazze che, oltre a collegare gli utenti alla natura, forniscono ombra e refrigerio dal caldo clima tropicale, creando un’esperienza unica mentre si sale sulla cima del grattacielo.

 

img by Mecanoo

 

L’azienda impegnata sulla strada dell’efficienza e della sostenibilità, ha trasformato 13 sedi in edifici a zero emissioni, grazie alle soluzioni EcoStruxure™ e alla gesitone digitale dell’energia

 

 

Schneider Electric da sempre impegnata nello sviluppo di soluzioni digitali per la gestione dell’energia e l'automazione, per l’efficienza e la sostenibilità, nell’ultimo anno, coerentemente con l’obiettivo fissato dalla COP 21 di Parigi di limitare l’aumento della temperatura 1,5 °C, ha ridotto le del 22% le emissioni di anidride carbonica legate alle proprie attività, pari a 130.000 tonnellate in meno.

 

Convinta che sia possibile fare innovazione rispettando l’ambiente, negli ultimi 10 anni l’azienda ha generato a livello mondiale un risparmio energetico del 30% grazie al programma dedicato Schneider Energy Action. Tra i molti interventi, il Gruppo ha reso 13 dei propri edifici net zero carbon (a zero emissioni) grazie all’implementazione delle soluzioni EcoStruxure™ e alla gesitone digitale dell’energia.

 

Secondo il World Green Building Council per rispettare l’accordo di Parigi è necessario intervenire prima di tutto sul patrimonio edilizio, obsoleto e responsabile del 30% circa delle emissioni di gas serra e del consumo di energia a livello globale, rendendolo “net zero carbon” entro il 2050, ovvero ad alta efficienza energetica grazie all’utilizzo delle rinnovabili.

 

Schneider Electric, condividendo questo progetto e avvalendosi della competenza del proprio team di consulenza ESS – Energy Sustainability Services, ha appunto reso a zero emissioni 13 delle proprie strutture in Cina, Europa e Nord America. Inoltre a ottobre 2019 il 45% delle attività operative di Schneider Electric sono alimentate con elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Xavier HouotSchneider Electric Senior Vice President Global SafetyEnvironmentReal Estate sottolinea che in molte delle sedi aziendali l’elettricità è prodotta tramite rinnovabili e sono presenti microgrid e soluzioni di accumulo di energia. “Edifici come questi dimostrano dal vero i vantaggi della gestione digitale dell’energia con le nostre architetture e con la piattaforma EcoStruxure”.

Impianto produttivo di Wuhan in Cina

Da gennaio 2019 l’edificio è diventato a emissioni nette zero di anidride carbonica ed è esclusivamente alimentato con rinnovabili. L’utilizzo delle soluzioni Schneider Electric sulla piattaforma EcoStruxure e con un sistema di gestione dell’energia in linea con le previsioni dello standard ISO 50001, ha assicurato un risparmio energetico del 20%. In particolare viene utilizzata la soluzione Power Monitoring Expert per controllare qualità e consumo dell’energia. L’APP Resource Advisor controlla performance e utilizzo di energia in questo sito, confrontando i dati con quelli degli altri edifici che si trovano in Cina. 

Impianto produttivo Monterrey P2 in Messico

La fabbrica realizzata in una zona commerciale e industriale è a zero emissioni da aprile 2019, utilizza esclusivamente elettricità ottenuta da fornitori di energie rinnovabili.

L’impianto ha ottenuto due volte la certificazione dello standard Superior Energy Performance del Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, grazie al miglioramento verificato dell’efficienza energetica, prima del 9,5% e poi del 3,4%. Vengono in particolare utilizzate le soluzioni Schneider Electric con una suite di componenti, sistemi di controllo e app EcoStruxure tra cui meter, controlli industriali, variatori di velocità, il software Power Monitoring Expert e Resource Advisor. 

Centro logistico di San BOI in Spagna

L’importante centro logistico che si trova alla periferia di Barcellona si occupa delle consegne di prodotti in tutta l’area Iberica, in Africa, Medio Oriente e Sud America. Usa tecnologie sostenibili e connesse tra cui veicoli a guida autonoma per la preparazione degli ordini e la realtà virtuale nella formazione degli operatori. Grazie all’utilizzo della piattaforma EcoStruxure per il controllo dei consumi, ogni anno si registra una diminuzione dell’energia utilizzata fornita da produzione locale con impianti fotovoltaici e acquisto di elettricità da fonti rinnovabili distribuita sulla rete. Il centro logistico è dotato di tetto fotovoltaico che produce 1,5 milioni di kWh/anno. A breve verrà installato un sistema LED intelligente che limiterà i consumi per l’illuminazione dell’85%.

Facebook icon
Google icon
LinkedIn icon
e-mail icon
Abbonamento a studio-ots.it aggregatore - News Frontend
Torna in cima