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26 piani, 250 appartamenti e un tetto verde con una vista impressionante sul vicino parco e sullo skyline di Chicago. Il tutto progettato secondo il concetto del solar carving, la modellazione architettonica che migliora l’uso della luce solare. Il grattacielo ha vetri inclinati di 71° per ottenere la massima efficienza solare possibile

 

la redazione

 

 

Indice degli argomenti:

Il quartiere Hyde Park di Chicago ospita “Solstice on the park”, uno dei primi progetti dello studio di architettura Gang, su come modellare gli edifici per massimizzare l’uso della luce solare.

 

Il solar carving, questo il nome della tecnica utilizzata, sfrutta gli angoli incidenti dei raggi del sole per “scolpire” la forma dell’edificio.  Alto 26 piani, il nuovo grattacielo, riunisce design e tecnica per migliorarne il rapporto con la luce naturale, modellando l’architettura per massimizzare la luce del sole in inverno e minimizzare il guadagno solare in estate.

Solar carving: modellare l’architettura in favore della luce solare

L’edificio è alto poco più di 80 metri e ospita 250 appartamenti. Sul tetto un meraviglioso green roof è in grado di offrire una vista spettacolare sullo skyline di Chicago e sullo storico Jackson Park.


A prima vista il grattacielo colpisce per la sua facciata geometrica che alterna vetro e metallo. Il team di progettisti ha innanzitutto individuato l'angolo ottimale per avere la massima efficienza solare per la latitudine di Chicago, che è di 72 gradi. Questa geometria, in cui agli angoli verticali si alternano agli angoli di 72°, rispecchia l’angolo del sole durante il solstizio d’estate.

 


Questa disposizione fa sì che durante i mesi estivi ci sia più ombra e si minimizza il guadagno di calore, riducendo l’utilizzo dei condizionatori d’aria e favorendo il risparmio energetico. Al contrario, nei mesi invernali, quando il sole è più basso nel cielo, il layout favorisce il riscaldamento solare passivo.

 

Inoltre, le rientranze ricavate dagli angoli di 72° offrono appartamenti con ampi spazi sui balconi, consentendo ai residenti di godere di aria fresca e vista all'aperto.

 

Solstice on the park: design interno

L’ingresso del grattacielo accoglie gli ospiti in un ambiente luminoso ed ampio.

 

 

Al piano terra, oltre alla reception, ci sono una sala lettura, uno spazio dedicato ad attività ludiche o riunioni di gruppo, un’area con tv a grande schermo e l’accesso al centro fitness. I piani superiori si raggiungono grazie a tre ascensori panoramici, che offrono diverse vedute su ciò che circonda il grattacielo.

 

Gli appartamenti sono spaziosi, molto ben illuminati con luce naturale e dotati di sistemi domotici avanzati. Le ampie e inclinate vetrate di cui sono dotati regalano un’esperienza unica, una vista che toglie il fiato, qualunque sia il panorama su cui ci si affaccia.

 

img by Studio Gang

Tra le aziende protagoniste di Klimahouse di Bolzano sonnen ha presentato la propria soluzione per l’autonomia energetica: sonnenBatterie, sonnenFlat 1500 e la possibilità di ricaricare l’auto con energia pulita. Una casa history di successo

 

 

Indice degli argomenti:

L’indipendenza energetica dai fornitori tradizionali di energia, grazie a un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo non è più un’utopia. Lo sa bene sonnen che con la sonnenBatterie, innovativo sistema storage che utilizza la tecnologia al litio ferro-fosfato, assicura una copertura del 75% del fabbisogno energetico domestico. 

sonnenBatterie e sonnenFlat per l’autosufficienza energetica

Il sistema di accumulo sonnen per ambienti domestici è bello da vedere, ha una durata garantita di 10 anni, pari a 10.000 cicli, è sicuro e certificato CEI 021. E’ disponibile nella versione sonnenBatterie 10 per installazioni in abitazioni già dotate di impianto fotovoltaico e in quella hybrid 9.53 in caso di installazioni complete di fotovoltaico e accumulo.

 

La sonnenBatterie 10

 

Durante il giorno la batteria accumula l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e non immediatamente utilizzata, per renderla disponibile, grazie a un sistema smart di elettronica integrata, di sera o nel momento del bisogno. Ma non solo, la sonnenBatterie funziona come un Energy Manager, monitorando e ottimizzano i diversi consumi, tra cui gli elettrodomestici, in automatico.

 

In caso di blackout di rete il sistema sonnenProtect garantisce che ci sia l’energia necessaria.

 

La sonnenBatterie hybrid 9.53

 

Come dicevamo l’utilizzo di impianto fotovoltaico e della sonnenBatterie assicura la copertura del 75% circa del proprio fabbisogno energetico. Il restante 25% vienefornito direttamente da sonnen eServices, grazie alla formula sonnenFlat 1500, che include direttamente in bolletta un bonus energetico pari a 1500 kWh all’anno senza limiti mensili, che va a coprire i kWh di componente energia consumati.

 

La batteria intelligente firmata sonnen si può inoltre collegare ai sistemi di ricarica per auto elettriche: la stazione utilizza l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e accumulata, prelevando l’energia dall'impianto domestico, collegato alla sonnenBatterie, con due differenti modalità: power che assicura tempi di ricarica molto rapidi o smart che garantisce di ottimizzare il trasferimento dell'energia autoprodotta, con un effetto più leggero sulla batteria.

 

Il futuro è già iniziato sottolinea Vincenzo Ferreri, Managing Director sonnen Italia, e infatti è in continua crescita i numero di sonenbatterie installate in tutta Europa: “La batteria è già predisposta per le smart grid e l’energy sharing e la sonnenCommunity, con la formula sonnenFlat 1500, è una comunità sempre più evoluta che sfrutta i servizi intelligenti delle sonnenBatterie anche per il supporto alla rete elettrica nazionale e per l’interscambio di energia”. 

Una case history di successo in Germania

La famiglia Lutz, proprietaria di una casa monofamiliare nella regione del Baden-Württemberg, ha deciso di dotare il proprio impianto fotovoltaico 5,5 kW di una sonnenBatterie da 8 kWh.

Dopo aver fatto un’analisi dei vari prodotti offerti la scelta è caduta su sonnen sia per la qualità del sistema proposto che per il servizio completo offerto, dal sistema di storage alla Community: “La sonnenBatterie è un sistema intelligente, sottolinea Thomas Lutz, che si adatta alle nostre esigenze e se anche l’energia necessaria non proviene dalla nostra batteria, viene prelevata dalla sonnenCommunity che comprende in un’unica virtual plant tutte le altre batterie connesse in rete. La formula conveniente della sonnenFlat ha poi chiuso il cerchio”.

 

Nel primo anno dall’installazione della sonnenbatterie la famiglia ha raggiunto l’80% di indipendenza energetica.  Nei periodi di vacanza durante i quali i consumi sono praticamente azzerati l’energia autoprodotta viene ceduta quasi del tutto alla Community.

 

Dopo l’acquisto dell’auto elettrica, la Audi A3 e-tron, il fabbisogno di energia della famiglia è cresciuto da 4400 kWh a quasi 5500 kWh all’anno. I Lutz  hanno deciso di acquistare anche una stazione di ricarica per auto sonnen, con una potenza di 22 kW che, grazie alla doppia possibilità di ricarica, risponde alle diverse necessità della famiglia.

La Conferenza europea sulla transizione energetica, lanciata per la prima volta nel 1999 dalla Comunità urbana di Dunkerque, rappresenta l'appuntamento annuale dedicato agli attori locali e regionali impegnati nella transizione energetica.

 

 

 

L'obiettivo dell'incontro è la proposta di un laboratorio di idee nel quale poter condividere esperienze relative al tema della transizione energetica ispirando le aree coinvolte in questo settore.

 

Si tratta di un'occasione preziosa per le autorità locali, gli attori e i partner che potranno discutere delle nuove questioni nazionali e internazionali e condividere esperienze di successo e soluzioni concrete atte a implementare la transizione energetica a livello locale.

 

A tale proposito sono previste sessioni plenarie, seminari, visite in loco, il villaggio di transizione energetica e il forum dei lavori di transizione energetica.

 

Nello specifico i tre giorni ruoteranno attorno a 3 diversi punti salienti:

  • Sessioni plenarie per trattare le principali questioni legate alla transizione energetica: mobilità, energie rinnovabili, impegno dei cittadini, innovazioni e coinvolgimento dei principali attori energetici, riscontro di feedback da parte delle autorità locali impegnate.
  • Condivisione, co-costruzione e seminari di sfida con presentazione di progetti e seminari su argomenti di rinnovamento, nuove forme di mobilità, utilità dei dati o ancora innovazioni sociali.
  • Un forum che consideri la situazione dell'offerta di posti di lavoro nel settore della transizione energetica attraverso conferenze, dimostrazioni e seminari.

Per saperne di più visita il sito

 

Conferenza europea sulla transizione energetica

28-30 gennaio 2020

Palais des Congrès de Bordeaux

Riccardo Valentini, Nobel per la pace come membro del consiglio dell'IPCC, spiega come affrontare i cambiamenti climatici: più foreste, ma anche l’impegno di tutti

Un valore economico che, spiega il Forum economico mondiale, supera i 44mila miliardi. Il rischio maggiore è per edilizia, agricoltura e alimentare. E il regolatore delle Banche centrali mondiali parla del clima come “causa della prossima crisi finanziaria” con effetti che potrebbero essere “devastanti”, con la raccomandazione a includere nei portafogli gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, a investire in strumenti finanziari verdi e a sperimentare un nuovo approccio nelle politiche monetarie

 

a cura di Tommaso Tetro

 

 

I cambiamenti climatici minacciano oltre la metà del Pil mondiale. Cioè un valore economico che supera i 44mila miliardi di dollari. Un allarme che arriva dal Forum economico mondiale, e contenuto in un rapporto – messo a punto in collaborazione con Pwc Uk – in cui si racconta come più della metà della produzione di valore del Pianeta sia “moderatamente o altamente dipendente dalla natura, e dal suo sfruttamento, e per questo esposta al riscaldamento globale e alla perdita di biodiversità”.

 

I tre settori maggiormente a rischio, che secondo il documento potrebbero essere “significativamente sconvolti” dai cambiamenti climatici, sono l’edilizia per 4mila miliardi, l’agricoltura per 2.500 miliardi e l’alimentare per 1.400 miliardi; tutti e tre dipendono da foreste, oceani, risorse dell’ecosistema, acqua. Complessivamente, i settori considerati “altamente dipendenti” dalle risorse naturali generano il 15% del Pil globale, mentre quelli moderatamente dipendenti ne producono il 37%.

 

E’ per questo che il Forum economico mondiale parla di “reset”; in modo chiaro chiede di “resettare la relazione tra l’attività umana e la natura. I danni che l’attività economica arreca all’ambiente non possono più esser considerati un’esternalità, ma al contrario l’impatto sulla natura e sul clima è un rischio non lineare per la nostra futura sicurezza economica”.

Clima possibile causa della prossima crisi finanziaria

Una conferma del pericolo posto dai cambiamenti climatici viene anche dalla Banca dei regolamenti internazionali – cioè che effettua l’azione regolatoria per le banche centrali mondiali e per il Financial stability board - che parla del clima come “causa della prossima crisi finanziaria”, con effetti che potrebbero essere “devastanti”.

 

Il nuovo rapporto (‘Cigno verde. Cambiamenti climatici e stabilità del sistema finanziario: quale ruolo per banche centrali, regolatori e supervisori’) si sofferma sull’imprevedibilità dei cambiamenti climatici, disegnandoli come un evento di cui si può dare una spiegazione soltanto dopo che è accaduto: “Le banche centrali possono essere trascinate inevitabilmente in acque inesplorate. Se restano ferme e aspettano, possono trovarsi esposte al rischio, e non essere più in grado di raggiungere e assicurare la stabilità finanziaria e dei prezzi”.

 

Ed è per questo che le banche centrali dovrebbero rivedere il ruolo, cercando di coordinarsi con le politiche dei governi; dovrebbero assumere un ruolo più proattivo e pensare di poter interagire con un più ampio sistema di misure che, però, dipendono da altri soggetti, quali essi siano (governi, settore privato, società civile e comunità internazionale).

 

Tra i punti che le banche centrali dovrebbero cercare di mettere subito in campo, c’è la raccomandazione a includere nella formazione dei loro portafogli gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, investire in strumenti finanziari verdi e sperimentare un approccio orientato alla sostenibilità nelle politiche monetarie. La stabilità e la tutela del clima dovrebbe esser considerata un bene pubblico che il sistema monetario e finanziario internazionale devono supportare.

 

E qualcosa significherà se proprio il Forum economico mondiale di Davos ha deciso di partire dal clima, annunciando che sarà il tema al centro dei dibattiti. E lo si vede anche dalle piccole cose, dal momento che sono incoraggiati comportamenti più sostenibili con sconti per l’uso del treno, e la promozione del cibo locale.

 

Il clima è infatti per la prima volta in testa ai rischi globali – nel Global risks report del Forum - superando quelli legati all’economia globale e al sistema finanziario: “I principali rischi di lungo termine sono interamente ricondotti a gravi minacce alla nostra situazione climatica, anche se nel breve termine sono riconosciuti come rischi significativi gli scontri a carattere economico e la polarizzazione politica interna”.



Immagini allegate:
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Il Mise ha presentato il testo ufficiale del Piano Energia e Clima con le novità introdotte dal Decreto Legge sul Clima e quelle dedicate agli investimenti per il Green New Deal previsti nella Legge di Bilancio 2020. Per le associazioni green il PNIEC non è abbastanza ambizioso

 

a cura di Raffaella Capritti

 

 

Indice degli argomenti:

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico il testo finale del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, realizzato in collaborazione con Ministero dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture e Trasporti, considerando le novità introdotte sia dal Decreto Clima che dalla Legge di Bilancio per quanto riguarda gli investimenti in tema di Green New Deal.

 

Ricordiamo che il PNIEC, che è stato inviato alla Commissione europea in attuazione del Regolamento (UE), 2018/1999, fissa degli obiettivi vincolanti al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2. Stabilisce inoltre target da raggiungere in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile, definendo precise misure che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi definiti con l’accordo di Parigi e la transizione verso un'economia a impatto climatico zero entro il 2050.

 

Il PNIEC prevede 5 linee di intervento – decarbonizzazione; efficienza; sicurezza energetica; sviluppo del mercato interno dell’energia; ricerca, innovazione e competitività - che si svilupperanno in maniera integrata attraverso la pubblicazione nel corso del 2020 dei decreti legislativi di recepimento delle direttive europee e che dovrebbero garantire, secondo il Governo, una diminuzione del 56% di emissioni nel settore della grande industria, -35% nel terziario e trasporti, portando al 30% la quota di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia.

 

L’Italia intende accelerare la transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, promuovendo il graduale abbandono del carbone per la generazione elettrica a favore di un mix elettrico basato su una quota crescente di rinnovabili e, per la parte residua, sul gas. Nel testo si legge che "La concretizzazione di tale transizione esige ed è subordinata alla programmazione e realizzazione degli impianti sostitutivi e delle necessarie infrastrutture", il che fa pensare che senza la realizzazione di tali nuovi impianti il Piano non andrà avanti.

 

L’Italia, come si vede dalla tabella qui sotto, punta a portare la quota di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia al 30%, alla riduzione del 43% dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007, alla riduzione del 33% dei gas serra. 

In particolare il contributo previsto delle rinnovabili per il soddisfacimento dei consumi finali lordi totali al 2030 è così differenziato tra i diversi settori: - 55,0% di rinnovabili nel settore elettrico; - 33,9% di rinnovabili nel settore termico; - 22,0% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti.

 

Le principali misure previste dal PNIEC

- Phase out dal carbone al 2025 e promozione dell’ampio ricorso a fonti energetiche rinnovabili, a partire dal settore elettrico, che al 2030 raggiunge i 16 Mtep di generazione da FER, pari a 187 TWh. Grazie in particolare alla significativa crescita di fotovoltaico la cui produzione dovrebbe triplicare ed eolico, la cui produzione dovrebbe più che raddoppiare, al 2030 il settore elettrico arriverà a coprire il 55,0% dei consumi finali elettrici lordi con energia rinnovabile, contro il 34,1% del 2017. Saranno inoltre favoriti interventi di revamping e repowering.

 

L'obiettivo finale del fotovoltaico è stato portato a 52GW nel 2030, con la tappa del 2025 di 28,5: si prevede dunque che negli ultimi 5 anni vengano installati più di 23 GW dei 30 GW, un obiettivo che Italia Solare considera troppo ambizioso.

 

 

- Nel testo si parla (finalmente) di valutazione di un percorso di stabilizzazione per le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica e per la ristrutturazione degli edifici, per un periodo di almeno 3 anni, con la possibile integrazione di Ecobonus, del Sismabonus e del bonus casa in un unico meccanismo. Per quanto riguarda gli interventi che hanno effetto sulla prestazione energetica degli edifici, il beneficio sarà modulato a seconda del risparmio atteso, considerando l’intera vita tecnica dell’intervento, con l'obiettivo di incentivare la realizzazione di interventi profondi di riqualificazione (deep renovation), premiando quelli con il miglior rapporto costo-efficacia.

 

- Nel settore del riscaldamento e raffrescamento la quota di rinnovabili al 2030 è fissata al 33,9% dei consumi. Le rinnovabili supereranno i 15 Mtep, grazie soprattutto all’incremento dell’energia rinnovabile legata alle pompe di calore.

 

- Si prevede di rafforzare il meccanismo dei certificati bianchi.

 

- Per quanto riguarda il settore dei trasporti, si prevede che il settore superi il valore del 14% per contribuire a raggiungere il target del 30% dei consumi coperto da rinnovabili, fino ad arrivare a una quota rinnovabile del 22,0%.

Critiche le associazioni 

Secondo Italia Solare il Piano non è abbastanza ambizioso nei suoi obiettivi di decarbonizzazione e traccia una strada non abbastanza precisa per raggiungere i target al 2030. Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE sottolinea che “Il PNIEC resta un piano ‘gas-centrico’ che non ha il coraggio di puntare direttamente sulle rinnovabili nel processo di transizione energetica. Un errore strategico che pagheremo in termini di competitività, di occupazione e crescita”.

 

Tra gli aspetti più criticati, l'obiettivo finale del fotovoltaico a 52 GW considerato insufficiente perché non si considera la perdita di producibilità dovuta al degrado dei moduli; lo sviluppo delle comunità energetiche, troppo generico e senza indicazioni precise per la loro piena attuazione, un'analisi troppo superficiale del passaggio alla mobilità elettrica, che non considera la completa decarbonizzazione nei trasporti, anche attraverso lo sviluppo di infrastrutture di ricarica su tutto il territorio.

 

Greenpeace sottolinea che il testo del PNIEC è insufficiente a contrastare l’emergenza climatica e a garantire il rispetto dell'Accordo di Parigi. Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia commenta "Ad una prima lettura del testo proposto dal governo si vedono aumenti quasi insignificanti per gli obiettivi di efficienza energetica e rinnovabili termiche, mentre il gas, uno dei responsabili della crisi climatica, continua ad essere il padrone indiscusso del futuro del nostro Paese".

 

Critiche anche dal WWF che denuncia una "sostanziale assenza di coraggio e di visione strategica a lungo termine".

 

 

18/6/2019

La Commissione Europea chiede più ambizione nel piano energia e clima al 2030

La Commissione ha pubblicato le valutazioni sulle proposte di piani presentati dagli Stati membri in attuazione degli obiettivi concordati dell'Unione dell'energia, in materia di energia e clima per il 2030. Pur apprezzando l'impegno dei paesi si richiede una maggior ambizione verso l'impatto climatico zero. Il commento del Greepeace sulle raccomandazioni per l'Italia: la centralità data al gas nel piano presentato dall’Italia è in contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione 

 

 

Indice degli interventi

 

La Commissione europea dopo aver valutato le proposte di Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNEC) per il periodo 2021-2030 presentate dai vari Paesi dell’Unione, ha pubblicato le proprie raccomandazioni.

 

In linea di massima, pur apprezzando l’impegno mostrato dai paesi si richiede una maggior ambizione che assicuri il raggiungimento dei target climatici per il 2030 definiti con l’accordo di Parigi e la transizione verso un'economia a impatto climatico zero entro il 2050, attraverso un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica.

 

Le raccomandazioni inviate ai singoli paesi evidenziano gli aspetti da migliorare dei PNEC considerando la scadenza di fine anno per la presentazione dei piani definitivi.  Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l'Unione dell'energia, ha questo proposito ha commentato “Chiarezza e prevedibilità sono il vero e proprio vantaggio competitivo della politica europea in materia di energia e clima. Sfruttiamo quindi al meglio quest'occasione dando ai piani nazionali la forte spinta finale di cui hanno bisogno".

 

Il Commissario responsabile per l'Azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete ha ricordato la recente proposta della Commissione perché l'Unione raggiunga l'impatto climatico zero entro il 2050. Perché questo obiettivo possa essere raggiunto è necessario intensificare gli sforzi nella giusta direzione verso il contrasto dei cambiamenti climatici e la modernizzazione dell'economia: “Invito il Consiglio ad avviare una discussione sulle principali priorità indicate dalla Commissione, così da aiutare la stesura di piani definitivi che presentino un adeguato livello di ambizione".

 

A livello comunitario le proposte di PNEC sono insufficienti sia per le fonti rinnovabili, con una lacuna da colmare di circa l’1,6%, sia per l'efficienza energetica con un gap di circa il 6,2% (se si considera il consumo di energia primaria) o del 6% (se si considera il consumo di energia finale).

 

Gli Stati membri dovranno considerare le raccomandazioni della Commissione per la stesura dei piani definitivi. In alternativa dovranno  pubblicare la motivazione. 

Le raccomandazioni inviate all’Italia

La Commissione nella Raccomandazione chiede che il nostro paese intervenga per sostenere la quota del 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, aumentare  il livello di ambizione per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento, migliorare le misure per conseguire l'obiettivo nel settore dei trasporti fissato all'articolo 25 della direttiva 2018/2001.


Inoltre si chiede all'Italia di ridurre la complessità e l'incertezza normativa, di precisare i quadri favorevoli all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e alle comunità di energia rinnovabile.

 

Per quanto riguarda l'efficienza energetica il Piano dovrebbe garantiore risparmi adeguati anche nel periodo 2021-2030.

 

La Commissione chiede di chiarire se la misura del "previsto sviluppo nel settore del gas sia compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati e con il programmato abbandono graduale degli impianti termoelettrici a carbone".

A questo proposito Luca Iacoboni – responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia – dichiara che la centralità data al gas nel piano presentato dall’Italia è in contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione, ovvero la riduzione della CO2.

 

Si richiede poi all’Italia di precisare gli obiettivi nazionali e di finanziamento per la ricerca, l'innovazione e la competitività da raggiungere nel periodo 2021-2030, di svolgere consultazioni con i paesi limitrofi per approfondire e integrare meglio l'aspetto della transizione, di chiarire le misure previste su società, occupazione, competenze e distribuzione del reddito, anche nelle regioni industriali e ad alta intensità di carbonio.

 

 

21 marzo 2019

Avviata la consultazione pubblica del piano energia e clima al 2030

Presentato dai ministri Di Maio, Costa e Crippa il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima al 2030 che dovrebbe avviare l’Italia verso la decarbonizzazione entro il 2050. I cittadini sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica on line fino al 5 maggio 

 

Ieri il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio insieme al Sottosegretario Davide Crippa hanno presentato il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima al 2030, che punta alla tutela ambientale, alla piena decarbonizzazione attraverso il sostegno a rinnovabili ed efficienza energetica e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Il ministro Costa ha infatti ricordato che “per ogni miliardo speso in fonti fossili si producono circa 5mila posti di lavoro, mentre per ogni miliardo speso nelle rinnovabili se ne ottengono 15mila”.

 

 

Si tratta di una transizione fondamentale per il nostro paese, anche per il rispetto dei target fissati dall’Unione Europea su efficienza eneregtica ed energie rinnovabili e che richiederà tempo e controlli, è infatti previsto un monitoraggio ogni due anni per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

I principali aspetti del Piano
  • graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia, entro il 2025,  
  • 30% dei consumi finali lordi di energia coperto da fonti rinnovabili entro il 2030, la percentuale nei trasporti è del 21,6%  
  • riduzione al minimo degli impatti ambientali e delle emissioni
  • - 56% di emissioni entro il 2030 nel settore della grande industria e della produzione elettrica, rispetto al 2005. (l’obiettivo europeo è del 43%) - 34,6% per il settore terziario e trasporti
  • sostegno all’efficienza energetica
  • riduzione della dipendenza da combustibili fossili stranieri

 

Imprese e cittadini sono invitati a partecipare a questo processo di transizione, da ieri è infatti on line il portale attivato dai ministeri per la consultazione pubblica. Tutti potranno inviare le proprie proposte fino al 5 maggio.

 

Scarica il Piano Energia Clima 2030

 

6/2/19

Presentata in Commissione UE la proposta per il Piano nazionale integrato Energia e Clima

Una nota del Ministero dell'Ambiente fa sapere che la proposta di Piano Nazionale Energia e Clima è stata presentata in Commissione UE: al 2030 rinnovabili al 30% e riduzione dei consumi energetici del 43%. 

 

Il Piano stabilisce le azioni da attuare per velocizzare la riduzione delle emissioni di gas serra e la profonda decarbonizzazione entro il 2050, coinvolgendo tutti i diversi aspetti dell'energia e dell'ambiente. 

 

I principali aspetti del Piano riguardano la la graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia, entro il 2025, il sostegno alle energie rinnovabili, la riduzione al minimo degli impatti ambientali e delle emissioni, attraverso per esempio l'installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, l'uso di pompe di calore, la riduzione del consumo del suolo, i biocarburanti avanzati per l'uso di residui e rifiuti.

 

Sostegno anche all'efficientamento energetico, quale leva per ridurre la dipendenza da combustibili fossili stranieri sostenendo in contemporanea la crescita economica. I risparmi energetici sono attesi soprattutto nel settore civile e dei trasporti, dove l'elettrificazione ridurrà anche l'inquinamento atmosferico.

 

 

Un comitato direttivo intergovernativo formato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero dei Trasporti monitorerà il raggiungimento degli obiettivi preposti. E' previsto inoltre un ampio coinvolgimento delle parti interessate e delle autorità locali, anche attraverso una consultazione pubblica, tramite la piattaforma del sito web NECP istituzionale.

 

I cittadini e le imprese saranno coinvolti nel processo di transizione, promuovendo l'autoconsumo e le comunità energetiche, monitorando nel contempo le bollette energetiche e la competitività delle imprese.

 

Scarica il Piano per l'Energia e il Clima presentato in Commissione 

 

 

10/1/19

Rinnovabili al 30% nel 2030 nel Piano nazionale per energia e clima

Mise e Ministero dell’Ambiente hanno inviato alla Commissione europea la proposta per il Piano nazionale integrato per l'Energia ed il Clima (PNIEC) al 2030. Una volta approvato gli obiettivi saranno vincolanti 

 

 

Inviata a Bruxelles la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente del Piano nazionale integrato per energia e clima, come richiesto dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia.

 

Gli obiettivi fissati nel Piano, una volta approvato, saranno vincolanti per l’Italia, nel 2024 potranno essere revisionati solo al rialzo.


Il piano prevede che entro il 2030 il 30% dei consumi finali lordi di energia sia coperto da fonti rinnovabili, in linea con il target fissato per il nostro paese dall'UE e il 21,6% nei trasporti, percentuale superiore al 14% fissato dall’Unione.

Inoltre, nel Piano è prevista una diminuzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43% a fronte di un obiettivo UE del 32,5% e la diminuzione dei GHG vs 2005 per tutti i settori non ETS del 33%, ovvero il 3% in più rispetto a quanto previsto da Bruxelles.

 

Nella nota del Mise si legge che il Piano, che guiderà nei prossimi 10 anni la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell'UE, comprende 5 ambiti principali: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell'energia, ricerca, innovazione e competitività.

 

Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'Energia Davide Crippa ha sottolineato che si tratta di uno strumento molto importante, che permetterà all’Italia di raggiungere gli obiettivi per il clima e l’ambiente ma, che per riuscirci, avrà bisogno del sostegno e della collaborazione attiva da parte di tutti gli stakeholders, sia nella fase di predisposizione che di realizzazione. Il Ministero infatti intende avviare una consultazione con tutte le parti interessate, comprese le parti sociali attraverso la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019 e tavoli tematici di lavoro.

 

Molto soddisfatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che sottolinea che l’attuazione del Piano consentirà al nostro paese di lasciare le fossili: "L’uscita dal carbone, al più tardi nel 2025, le rinnovabili al 30% nel 2030, la riduzione dei consumi energetici del 43% al 2030 sono degli impegni concreti e non un libro dei desideri”. 

FuturaSun sigla un importante accordo di collaborazione con State Power Investment Corporation Limited per l’acquisto di 50 MW di celle IBC. Presto sarà lanciato sul mercato il nuovo modulo FU340M Zebra 

 

 

Si consolida sempre di più la posizione di FuturaSun in Cina e la sua filiera industriale, l’azienda specializzata nella produzione di pannelli fotovoltaici, ha infatti siglato un accordo di collaborazione con State Power Investment Corporation Limited (SPIC) per l’acquisto di 50 MW di celle IBC.

 

La SPIC è tra le principali utilities cinesi nell’ambito della generazione di energia, che costruisce e gestisce centrali elettriche con una capacità produttiva di oltre 100 GigaWatt e che ha scelto l’azienda italiana per la fiducia che questa ha saputo infondere sia grazie alla rete commerciale particolarmente forte in Europa e in continua crescita, sia per la significativa capacità produttiva del nuovo stabilimento a Taizhou.

 

In particolare l’accordo è stato siglato da Alessandro Barin, CEO di FuturaSun e Dong Peng, Chairman di Yellow River Upstream Hydropower Development Solar power Company di SPIC. E’ particolarmente soddisfatto Alessandro Barin che sottolinea che grazie a questa partnership si consolida ulteriormente la produzione di FuturaSun in Cina, con l’obiettivo di sviluppare sempre di più nei prossimi anni la collaborazione.

Nuovo modulo FU340M Zebra

Grazie all’accordo verranno realizzate da FuturaSun le nuove celle N-type Interdigitated Back Contact (IBC), nella soluzione brevettata Zebra, attualmente del gruppo cinese ma nate in origine in Europa da ISC Konstanz e Silfab Italia.

 

Si tratta di un modulo innovativo e particolarmente efficiente realizzato con wafer N-type, al posto del più comune P-type, che si caratterizzaper l’immunità al LID (Light Induced Degradation), perché utilizza il fosforo anziché il boro per “drogare” il silicio di base delle celle fotovoltaiche, assicurando così una maggior stabilità e resa nel tempo, grazie anche al basso fattore di LeTID (Light and elevated Temperature Induced Degradation). Si tratta di una soluzione che vanta ottime prestazioni che permette anche la configurazione in bifacciale.

 

Si amplia così l’offerta commerciale di FuturaSun che consolida la propria produzione industriale. Il modulo FuturaSun Zebra, chiamato così dal nome della tecnologia, realizzato nello stabilimento di Taizhou, è formato da 120 celle laminate ed incorniciate in una dimensione confrontabile con un modulo standard da 60 celle, ha una potenza di 340 Watt nella versione con back sheet nero e di 350 Watt nella versione con back sheet bianco.

 

In futuro saranno anche prodotte celle N-type “i-TopCon” (Industrial tunnel oxide passivated contact) per la realizzazione di moduli sempre più efficienti e con una possibile configurazione in bifacciale.  

Martedì 4 febbraio 2020,  ore 17.00 / Terni - Biblioteca Arpa Umbria

Immaginate di trasformare una cittadina dai connotati rurali in una città del futuro, che combina fibra ottica, veicoli autonomi e aeroporti per droni, senza perdere la connessione con l’ambiente naturale.

 

a cura di Tommaso Tautonico

 

 

Indice degli argomenti:

Innisfil, Canada, 60 chilometri a nord di Toronto. È qui che lo studio di architettura Partisans intende realizzare “The Orbit”, la prima smart city intelligente partendo da una cittadina prevalentemente agricola. Il progetto, che si estende per circa 182 ettari, sarebbe solo un ulteriore passo in avanti per Innisfil, rinomata per essere una città che “pensa in grande".


Attualmente – dichiarano gli architetti – in città vengono accettati pagamenti in criptovaluta per tasse e commissioni municipali, ed è stata tra le prime a sperimentare Uber per la condivisione degli spostamenti”.
Lo studio di architettura intende trasformare la città canadese in una comunità intelligente combinando fibre ottiche, veicoli autonomi e porti per droni senza rinunciare all’ambiente lussureggiante e alla ruralità della zona.
The Orbit è la nostra visione per una comunità completa e all'avanguardia in cui lo stile di vita delle piccole città e delle zone rurali è potenziato dai benefici e dagli attributi della vita urbana" dichiarano i progettisti di Partisans.

La smart city intelligente che tutela i dati

Il progetto prevede l’introduzione di una rete in fibra ottica in grado di trasferire rapidamente una grande quantità di informazioni, connettendo strade, edifici e marciapiedi. "Abbiamo anche discusso delle possibilità di realizzare un campus all'avanguardia per la salute e il benessere dei cittadini collegato a grandi ospedali della regione, porti per droni per la consegna dell'ultimo miglio e infrastrutture per la guida autonoma”, ha affermato Alex Josephson, uno dei fondatori dello studio Partisans.

 


Il tutto supportato da un serio piano di negoziazione e politiche adeguate sulla tutela dei dati raccolti e sul rispetto della privacy. Secondo lo studio, The Orbit sarà una delle migliori realtà al mondo in grado di gestire i rischi derivanti dalla raccolta dei dati dalle smart city

The Orbit: la fusione della vita urbana e agricola

La smart city si svilupperà attorno al nuovo hub di transito Metrolinx, l'agenzia che gestisce e integra trasporti stradali e pubblici nella regione canadese a cavallo tra le città di Toronto e Hamilton. Qui sorgeranno due torri ad uso misto che ospiteranno uffici, spazi commerciali e residenze. Le strade circoleranno attorno a questo punto centrale e si espanderanno gradualmente di dimensioni. I progettisti descrivono la forma delle strade come "squircles" un mix tra cerchi e quadrati.

 


"La città, ispirata all'idea di un'orbita, si incresperà verso l'esterno da questo hub in uno schema circolare, abbracciando le radici agricole di Innisfil. In sostanza, i residenti, saranno in grado di bilanciare i benefici della vita in una comunità urbana e rurale".
Le strade si fonderanno con la griglia stradale esistente della città creando tante particelle contraddistinte da ampi spazi verdi con alberi. I render del progetto mostrano edifici curvilinei, coperti dalla vegetazione.


È come se i progettisti si fossero fatti influenzare dal movimento Garden City degli inizi del 20° secolo, sostenendo la fusione della vita urbana con quella agricola.
Immaginiamo che il nostro squircle sia una versione moderna di un vecchio layout di città europea, che combina un modello prevedibile di strade con un livello irregolare dedicato ai pedoni”.

 

 

In periferia, ci saranno spazi per le attività agricole, così come prevede il piano generale della città. Il sistema della mobilità includerà veicoli senza conducente e un sistema integrato e diffuso di bike sharing, necessario per connettere le varie zone della città.
Secondo le stime The Orbit è progettata per ospitare una popolazione che crescerà da 30.000 a 150.000 persone ed è in grado di fornire un modello alternativo allo sviluppo suburbano. “Attraverso una progettazione architettonica intelligente – affermano i progettisti – è possibile condensare, per la stessa popolazione, l’area occupata da 50 chilometri quadrati in un modello più efficiente e sostenibile di soli due chilometri quadrati”.

 

img by https://innisfil.ca/orbit/

Dopo il successo delle precedenti edizioni riprende l'Efficiency Tour promosso da Suncity dedicato ai professionisti che operano nell'ambito dell'efficienza energetica: innovazioni tecnologiche, aggiornamenti normativi e interventi specifici di efficienza energetica al centro degli incontri.

 

 

Al via da marzo l'edizione 2020 dell'Efficiency Tour promosso da Suncity, in collaborazione con i suoi partner Huawei, Jinko Solar, MC Energy e Ingeteam, che vedrà 9 tappe in tutta Italia e interessanti novità.

 

Il successo degli eventi, organizzati dal 2017 e destinati a professionisti che operano nell'ambito dell'efficienza energetica e imprenditori attenti al risparmio energetico nella propria azienda, è legato prima di tutto alla qualità dei contenuti che approfondiscono le tamatiche di maggior attualità con un taglio pratico ed esaustivo: dagli aggiornamenti normativi ai fondi disponibili per la realizzazione di interventi specifici di efficienza energetica, dal nuovo decreto FER1 alle ultime novità tecnologiche e ai prodotti innovativi disponibili sul mercato.

 

Per il 2020 cambia il format con tematiche sempre più mirate e suddivise in modo da offrire ai diversi pubblici le risposte più adeguate: l'appuntamento diventa serale (con oraio dalle 18.00 alle 21.30) per gli imprenditori del settore delle PMI energivore, che potranno aggiornarsi sulle novità tecnologiche e normative per finanziare e realizzare interventi di efficienza energetica in grado di ottimizzare il risparmio e la competitività della propria azienda, anche senza alcun investimento iniziale.

 

Gli incontri si terranno in location esclusive ed è inoltre previsto un momento ludico, con aperitivo conclusivo.

  

I professionisti e i tecnici del settore dell'efficienza energetica, installatori, EGE, progettisti e ingegneri, saranno invece accolti nella mattina dalle 9 alle 13.00 e avranno l'opportunità di scoprire le ultime novità tecnologiche e gli strumenti finanziari a loro disposizione per poter proporre ai propri clienti sempre la soluzione migliore. 

 

I principali argomenti dedicati agli imprenditori...

  • Il Genius Faber come elemento distintivo
  • Digital MKTG e Lead Generation
  • Formazione finanziata - fondi europei per corsi di formazione
  • Caso studio di successo
  • Riduzione costi - Efficientamento & riduzione bolletta
  • Nuovi incentivi e tecnologieper il risparmio energetico

... e quelli per i professionisti

  • Digital MKTG e Lead Generation
  • Vendita efficienza energetica con A2A
  • Sessioni tecniche di aggiornamento prodotti (inverter, storage, moduli, colonnine, contatori, rifasatori...)
  • Bandi e opportunità di finanziamento
  • Leggi, normative e regolamenti

Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale dopo il 2016 lo scorso anno è stato il più caldo di sempre, con un aumento medio delle temperature di circa 1,1°C rispetto all'era preindustriale. Sempre più a rischio il rispetto dell'Accordo di Parigi 

 

la redazione

 

 

Nel Report pubblicato la scorsa settimana dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha analizzato i principali set di dati internazionali, si conferma che il 2019 è stato il secondo anno più caldo di sempre dopo il 2016 - anno in cui sono state registrate temperature record a causa a causa del El Niño - con un aumento della temperatura media globale di circa 1,1°C rispetto all'era preindustriale e un aumento del riscaldamento degli oceani a un livello molto alto. Siamo dunque pericolosamente vicini al limite di 1,5°C previsto dall'Accordo di Parigi.  


"Continuando con il livello attuale di emissioni di anidride carbonica, ha sottolineato il segretario generale dell'OMM Petteri Taalasi - ci stiamo dirigendo verso un aumento della temperatura da 3 a 5 gradi Celsius entro la fine del secolo".

 

Inoltre, le temperature medie degli ultimi cinque e dieci anni, sono state le più alte mai registrate.

 

 

Dagli anni '80, ogni decennio è stato più caldo del precedente: una tendenza che l'agenzia dell'ONU prevede continuerà a crescere a causa del livello record di gas serra che intrappolano il calore nell'atmosfera.

 

Il WMO ha aggiunto che il 2019 e l'ultimo decennio sono stati caratterizzati anche dalla diminuzione dei ghiacci, dal livello record di riscaldamento dei mari, dall'aumento del calore, dell'acidificazione degli oceani e da condizioni meteorologiche estreme, tutti fattori che hanno "impatti importanti" sulla salute umana e sull'ambiente naturale.

 

Purtroppo l'inizio del 2020 non fa pensare a un'inversione di tendenza: basti pensare al caldo record dell'Australia e agli incendi che stanno devastando un immenso territorio, con danni incalcolabili per le persone, la fauna selvatica, gli ecosistemi e l'ambiente.

 

"Purtroppo, ci aspettiamo di vedere situazioni estreme per tutto il 2020 e i prossimi decenni, ha concluso Petteri Taalasi, con livelli record di gas serra che intrappolano il calore nell'atmosfera".

 

Per le sue analisi il WMO utilizza set di dati basati sui dati climatologici mensili dei Global Observing Systems della United States National Oceanic and Atmospheric Administration, del Goddard Institute for Space Studies della NASA, del Met Office Hadley Centre del Regno Unito e dell'unità di ricerca climatica dell'Università dell'East Anglia nel Regno Unito, del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio e del suo Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus, e dell'Agenzia meteorologica giapponese.

 

 

Hoval lancia Your Digital Assistant, guidando gli specialisti del riscaldamento nell’installazione dell’impianto di regolazione digitale. Vediamo di cosa si tratta.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

Your Digital Assistant aiuta i professionisti ad addentrarsi nell'era dello Smart Heating attraverso una serie di video pillole con le quali l’installatore può acquisire una visione d'insieme e affrontare la questione dell'integrazione, permettendo agli impianti di dialogare.

Your Digital Assistant si propone con il fine di ottimizzare le competenze del professionista "digitale" aiutandolo a prendersi cura dell'efficientamento dell'impianto energetico in tempo reale e continuo. In questo modo il valore dell’impianto viene mantenuto nel tempo generando un risparmio nel servizio di manutenzione.

 

Come funziona Your Digital Assistant?

 

Your Digital Assistant è consultabile attraverso una sezione del sito Hoval nella quale appaiono una serie di video-guida grazie ai quali facilitare l'implementazione di un impianto e risolvere i dubbi più frequenti.

Nello specifico è possibile visionare cinque sezioni di video pillole Hoval a disposizione del professionista che viene guidato attraverso un percorso che parte da un’installazione sicura e realizzata a regola d'arte dell'impianto, fino alla scoperta dei segreti che caratterizzano la digitalizzazione di una centrale termica.

 

 

 

Il percorso guidato comprende cinque step: "Inizia da qui", "Ricevimento e preparazione", "Installazione impianto", "Prima accensione", "Messa online e chiusura". Un percorso attraverso cui Hoval segue il tecnico dalla A alla Z in modo semplice e immediato, sfruttando la formula dei tutorial che raggiungono direttamente il destinatario della formazione, accorciando i tempi di recezione del messaggio e con maggior efficacia empatica.

 

I professionisti che riceveranno la formazione avranno, inoltre, la possibilità di approfondire i singoli temi grazie all’opzione di download del materiale sui "Servizi per la digitalizzazione che trasformano il tuo business facendoti diventare l'ottimizzatore della centrale termica".

 

In questo modo Hoval mette a disposizione dei clienti le proprie competenze di specialista del riscaldamento digitale, offrendo loro una formazione teorica e pratica a tutto tondo in ambito impiantistico, elettrotecnico e informatico.

La tecnologia blockchain permette di aprire a un modello energetico più “democratico”, sicuro ed efficiente. Ma va sbloccata, sottolinea l’esperto William Nonnis

Pubblicato da Terna il Rapporto di dicembre 2019: crescono la produzione eolica, idrica e fotovoltaica rispetto al 2018. Il dato a consuntivo dell'anno appena trascorso parla di una crescita delle rinnovabili del 34,7% rispetto al 2018

 

 

Indice:

Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha pubblicato il Rapporto mensile dedicato a dicembre, con  contiene i dati provvisori relativi al 2019, che registrano un’ottima crescita delle rinnovabili. 

I dati di dicembre

dicembre la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,6 miliardi di kWh, in calo del 3% rispetto allo stesso mese del 2018, a causa principalmente della temperatura più alta di circa 1,5%, nonostante un giorno lavorativo in più.

 

Nel mese di dicembre 2018 l’energia elettrica richiesta in Italia è stata coperta per l’86,7% da produzione nazionale e per il 13,3% dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 

  

Dopo la variazione positiva dello scorso mese, si registra una variazione negativa rispetto a novembre dello 0,9%, e l’andamento del trend rimane in leggera flessione.

Crescono le rinnovabili

A dicembre la produzione da fonti rinnovabili è in crescita rispetto allo stesso periodo del 2018.

 

In particolare la richiesta di energia elettrica è stata soddisfatta per il 49% della produzione da Fonti Energetiche Non Rinnovabili, per il 38% da Fonti Energetiche Rinnovabili e la restante quota dal saldo estero.

 

 

Rispetto a dicembre 2018 si registra un aumento del +28,2% la produzione eolica, +23,8% la produzione idroelettrica, del 2,9% quella fotovoltaica. In calo il geotermico del 7,4%. La produzione termoelettrica segna un -12,1%. Nel complesso la produzione da rinnovabili è in aumento +16,6% rispetto all’anno precedente.

 

 

A Dicembre del 2019 la composizione di dettaglio della produzione da fonti energetiche rinnovabili fa registrare una variazione percentuale in aumento mom (+1,8%).

 

Fotovoltaico

A dicembre 2019 c'è stato un aumento della produzione fotovoltaica del +5,4% rispetto al mese precedente (47GWh); con una produzione di energia pari a 923GWh, il fv ha coperto il 3,6% della domanda. Il dato progressivo annuo è in aumento rispetto all’anno precedente (+9,3%).

 

Eolico

La produzione eolica a dicembre 2019 si attesta a 2.457GWh, in aumento rispetto al mese precedente di 260GWh (+11,8%). Il dato progressivo annuo è in crescita del 14,3%.

 

Idroelettrico

L'energia prodotta da idroelettrico si attesta a 4.458GWh in calo rispetto al mese precedente di 163GWh (-3,5%). Il dato progressivo annuo è in riduzione del 5,9% rispetto al 2018.

 

 

Pre consuntivo 2019

Nel 2019, la richiesta di energia elettrica è stata di 319.597GWh ed è stata soddisfatta al 53% dalla produzione da Fonti Energetiche Non Rinnovabili (+1,5% rispetto al 2018), per il 35% da Fonti Energetiche Rinnovabili e la restante quota dal saldo estero.

 

 

Il valore cumulato della richiesta di energia elettrica risulta in linea (-0,6%) rispetto al 2018. La produzione totale netta (283.846GWh) ha soddisfatto per 88,8% della richiesta di energia elettrica nazionale (319.597GWh).

 

 

Nel 2019 il 39,8% della produzione nazionale netta è stata coperta da Fonti Energetiche Rinnovabili per un valore pari a 112,9TWh. 

 

RDZ propone la nuova pompa di calore con l’unità interna Floor X, soluzione ad armadio che si caratterizza per le dimensioni compatte e la massima efficienza energetica

 

Si amplia la gamma di pompe di calore splittate di RDZ che presenta Floor X, unità interna a pavimento dalle dimensioni compatte, con una base quadrata di soli 60 cm, completa di separatore idraulico e accumulo inerziale.

 

Si tratta di un’unità interna facile da installare che limita gli ingombri in centrale termica, è adatta per riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria nel pieno rispetto dell’ambiente.

 

Fra le caratteristiche più interessanti la nuova pompa di calore ha un’efficienza energetica in classe A++, nella struttura compatta si trovano lo scambiatore di calore a piastre saldobrasate, un circolatore primario ad alta efficienza, un vaso di espansione da 24 litri e un separatore idraulico con pompa di rilancio per circuito secondario, che comprende un accumulo inerziale da 24 L, accessorio che semplifica l’installazione, garantisce infatti i minimi contenuti di acqua che servono al corretto funzionamento della Floor X senza che si debbano installare dispositivi esterni.

 

L’unità interna è dotata inoltre di un serbatoio tecnico ACS da 200 litri con scambiatore da 5 m² in acciaio inox AISI 316L, che assicura la produzione istantanea ed efficiente di acqua calda sanitaria.

 

Fra gli altri accessori citiamo un circolatore secondario di rilancio privo di perdite di carico interne, che assicura ottime prestazioni per quanto riguarda prevalenza e portata all'impianto; una valvola di sicurezza, un filtro per l’acqua tecnica, una resistenza di backup a doppio funzionamento (ACS e impianto) e una valvola deviatrice.

 

Grazie al collegamento con il Web Server è possibile monitorare la produzione di energia termica da smartphone, tablet o PC, regolando il funzionamento e la produzione di ACS secondo le proprie necessità, anche per fasce orarie.

 

La pompa di calore Floor X è semplice da installare e, grazie alla presenza del pannello frontale, tutti i componenti sono facilmente accessibili, i collegamenti idraulici e frigoriferi con l’unità esterna si trovano nella parte superiore della pompa di calore, riducendo ulteriormente l’ingombro e permettendo l’installazione in spazi piccoli.

Uno dei numerosi esempi di archeologia industriale di inizio Novecento del capoluogo milanese torna a nuova vita. Al termine dei lavori, previsto per l’inizio del 2022, verranno ospitate residenze e servizi per gli abitanti: una sala polivalente, uno spazio delivery, un’area fitness e tre piani interrati destinati ad autorimessa. Il progetto è di DFA di Daniele Fiori Partners

 

a cura di Pietro Mezzi

 

 

Indice degli argomenti:

Terminate le operazioni di demolizione e bonifica, a breve inizieranno i lavori di riqualificazione dell’ex fabbrica Fratelli Borletti di via Cecchi a Milano. Il nuovo edificio, il Washington Building, è frutto del progetto dello studio milanese DFA, di Daniele Fiori Partners.

 

L’ex Borletti è uno dei numerosi esempi di archeologia industriale della Milano di inizio Novecento, caratterizzato da uno stile eclettico e facciate liberty, all’interno del quale si producevano orologi, sveglie e macchine per cucire.

 

L’edificio era parte di un complesso industriale molto più esteso e si componeva di una serie di edifici distribuiti che raggiungevano via Washington.

Gli obiettivi del progetto

Diversi gli obiettivi del progetto di riqualificazione: mantenere lo stile dell’immobile; rafforzare l’identità dell’area; adottare pratiche di architettura sostenibile; rilanciare la zona dal punto di vista urbanistico.

 

L’edificio ha anche un’altra particolarità: si tratta dell’unico esempio di loft verticale a Milano.

 

 

Il progetto prevede lo svuotamento del sito, il mantenimento delle facciate di maggior valore architettonico e la ridistribuzione della volumetria, che ripristina l’allineamento con gli edifici adiacenti.

 

La struttura a “c” del complesso si compone di alcuni piani fuori terra allineati su strada e di due piani arretrati a coronamento.

 

Render della corte interna

 

I volumi aggiuntivi saranno connotati da una facciata razionalista, il cui modulo compositivo è un chiaro rimando alle geometrie delle facciate in mattoni del corpo storico originario, che vengono così mantenute, mentre il rivestimento in pietra adottato ha la funzione, stilisticamente, di dar vita ad un legame materico con l’edificio che affaccia su via Gessi, ristrutturato da Marco Zanuso, facente anch’esso parte dell’ex fabbrica.

 

Una vecchia foto della ex Borletti

Verde e servizi per i residenti

Il progetto avrà una ricca dotazione di verde, sia nella corte interna sia nei giardini, nei patii e sui balconi degli alloggi.

 

Render degli interni 

 

Completano l’edificio tre livelli interrati adibiti ad autorimessa, mentre a piano terra, oltre agli spazi residenziali, sono previsti una serie di servizi per i residenti: una sala polivalente, un locale delivery e un’area fitness. La consegna delle opere è prevista per gennaio 2022.

 

Lo stato attuale del complesso

 

credit img DFA Partners

Klimahouse è la fiera dedicata all'edilizia sostenibile volta a garantire un notevole risparmio energetico e un comfort abitativo maggiore.

 

 

 

Klimahouse ti permette di entrare in contatto con una selezione di oltre 450 aziende e 25 startup innovative impegnate nel settore edilizio, offrendo ai futuri committenti e a chi desidera ristrutturare una visione a 360° sul mondo della casa efficiente.

L'obiettivo di Klimahouse è spingere a costruire secondo i criteri di sostenibilità, per questo sono previsti appuntamenti dedicati all'approfondimento dei temi sostenibili.

 

Per maggiori informazioni visita il sito

 

KLIMAHOUSE

22-25 gennaio 2020

Piazza Fiera 1 - Bolzano

Anche quest’anno si terrà, in occasione di Klimahouse, la conferenza di Klimamobility dedicata alla mobilità sostenibile che coinvolge veicoli autonomi, e-mobility e settore dell’IoT, rivolgendo una particolare attenzione al rapporto tra uomo e spazi abitativi.

 

 

 

L’evento si occuperà delle nuove forme di progettazione architettonica, caratterizzate da una maggiore presenza dell’elemento naturale, e dei modelli di mobilità che meglio si adattano alle esigenze del pubblico e alla tutela dell’ambiente, con forte attenzione alla mobilità elettrica quale soluzione indispensabile per ridurre l’inquinamento e combattere il cambiamento climatico.

Tra i temi principali trattati nel convegno il MaaS (Mobility as a Service), modello di business grazie al quale è possibile ottimizzare tempi e servizi attraverso l’offerta di trasporti pubblici e privati a disposizione del cittadino.

Dopo una serie di interventi attuati da esperti del settore una tavola rotonda di confronto chiuderà la conferenza.

 

Per saperne di più visita il sito

 

KLIMAMOBILITY - Mobilità sostenibile. Elettrizzante?

22 gennaio 2020

Meeting & Event Center Südtirol Alto Adige - Fiera Bolzano

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