News Frontend

Alcune misure per diminuire i consumi, aumentare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, investire in rinnovabili e rispettare gli obiettivi europei. Come si muovono le Regioni

 

 

Diverse Regioni hanno approvato bandi dedicati al costruire green, con l’obiettivo di sostenere l’efficienza energetica, promuovere le energie rinnovabili e assicurare un contenimento delle emissioni di CO2, così come richiesto dalla normativa europea.
Qui di seguito vi proponiamo una sintesi di alcuni degli ultimi provvedimenti adottati. 

Veneto – Bando per installazione di sistemi di accumulo

La Giunta Regionale ha lanciato un bando da 2 milioni di euro, all’interno del Piano Energetico Regionale sulle Fonti Rinnovabili, Risparmio ed Efficienza, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici ad uso domestico.
L’intervento, già adottato qualche anno fa con molto successo dalla Regione Lombardia, permetterà di aumentare l’autoconsumo. Roberto Marcato, assessore regionale all’energia ha sottolineato che “supporterà la stabilità della rete nell’ottica di un complessivo aumento della generazione distribuita. Siamo certi che produrrà anche un effetto volano sul tessuto produttivo sia in Veneto che fuori regione”.

 

Il bando prevede l’assegnazione di un contributo a fondo perduto per i privati, di importo massimo di 3.000 euro e variabile fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione nel corso del 2019 di un sistema di accumulo collegato a un impianto fotovoltaico residenziale.

 

La domanda può essere presentata solo da privati attraverso una procedura per via telematica (SIU). Da oggi, 24 giugno e fino alle ore 15 del 25 luglio, è possibile accreditarsi on line e successivamente presentare della domanda, aperta sempre online dalle ore 9 dell’8 luglio alle ore 15 del 31 luglio.

Calabria - Efficienza energetica degli edifici pubblici

Il Dipartimento Sviluppo Economico-Attività Produttive della Regione ha stanziato 21,4 milioni di euro per i Comuni che si trovano nella Strategia Regionale per le Aree Interne (SRAI) e che intendano attuare interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio, attraverso la riduzione dei consumi e l'installazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili. ll contributo concesso è pari al massimo al 100% delle spese ammissibili e ogni comune può presentare al massimo una domanda per un valore compreso tra 100mila e 500mila euro.

Emilia Romagna – Riqualificazione energetica edifici aziende sanitarie 

La Regione ha stanziato 6,2 milioni di euro nel triennio 2019/2021 per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici delle aziende sanitarie regionali e l’installazione di infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica dei veicoli aziendali. Le domande possono essere presentate fino al 10 settembre sulla piattaforma online Sfinge2020.
I progetti che prevedono interventi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, uso delle fonti rinnovabili, diminuzione delle emissioni di gas serra, saranno cofinanziati fino al 40% con un contributo massimo di 500.000 euro. Il contributo arriverà al 70% per interventi che prevedono l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici aziendali.

Campania - Efficienza energetica delle imprese

La Regione ha stanziato a favore delle imprese 20 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di piani di investimento aziendali per l’efficientamento energetico e l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, definiti in seguito ad una diagnosi energetica. Rientrano le attività volte all'aumento dell'efficienza energetica nei processi produttivi e negli edifici, installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, installazione di impianti a fonti rinnovabili. Il contributo massimo previsto è pari al 50% delle spese ammissibili e non  potrà  essere superiore ai  200.000 euro.

A partire dal 2 luglio 2019 le imprese potranno accedere e registrarsi alla piattaforma informatica dedicata per presentare la richiesta.

Lombardia – Interventi rimozione amianto

Domande dall'8 luglio al 9 settembre per partecipare al bando promosso da Regione Lombardia per l'assegnazione di contributi a fondo perduto ai cittadini per la rimozione di coperture e di altri manufatti in cemento-amianto da edifici privati e per il corretto smaltimento. La risorse finanziarie regionali stanziate ammontano complessivamente a € 1.000.000 per l'anno 2019. Il contributo può coprire fino al 50% dell’importo della spesa ammissibile enon può superare i 15.000,00 € per il singolo intervento.Le domande dovranno essere presentate on-line a partire dall'8 luglio collegandosi al sistema informativo

Molise - Efficienza energetica e rinnovabili nelle strutture pubbliche 

"Installazione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile da destinare all'autoconsumo associati a interventi di efficientamento energetico dando priorità all'utilizzo di tecnologie ad alta efficienza” è il bando promosso dalla regione Molise che concede incentivi a tasso zero in forma di prestito a tasso zero soggetto a restituzione, fino a coprire il 100% dei costi ritenuti ammissibili. Il bando,pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise n° 16 del 13 maggio 2019, è destinato a interventi di riqualificazione di edifici e infrastrutture pubbliche e le agevolazioni saranno concesse sulla base di procedura valutativa con procedimento a sportello.

Puglia - Smart Grids

Pubblicato il Bando destinato alle amministrazioni pubbliche per la selezione di interventi finalizzati alla realizzazione di sistemi intelligenti di distribuzione dell'energia proveniente da fonti rinnovabili (SMART GRIDS). La procedura, del tipo a sportello con chiusura dei termini al 31/10/2019, finanzierà interventi per la realizzazione di sistemi intelligenti di distribuzione dell'energia (smart grids) associati a sistemi di accumulo dell'energia da destinare ad applicazioni ad uso pubblico, che siano localizzati sul territorio pugliese in infrastrutture e/o edifici dei quali il Soggetto proponente abbia la piena disponibilità e che risultino già dotati di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili regolarmente in esercizio.
"L'entità dell'impegno economico è di € 2.993.000,00 a valere sull'Asse IV - Azione 4.3 del P.O.R. Puglia FESR/FSE 2014-2020".

 

SolarEdge presenta una novità nel mondo delle rinnovabili con l’inverter monofase che unisce la funzionalità del fotovoltaico alla possibilità di ricaricare il veicolo elettrico. Efficienza energetica generando risparmi in termini di tempo e costi e offrendo agli installatori di impianti FV un'opportunità per diversificare la propria offerta.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

L’inverter monofase SolarEdge, caratterizzato da tecnologia HD-Wave e carica-batterie per veicoli elettrici, si aggiudica il primato mondiale di inverter 2 in 1 che integra fotovoltaico e ricarica rapida del veicolo elettrico, grazie all’innovativa modalità solar boost.

 

Solar Boost usufruisce contemporaneamente della rete elettrica e dell'energia fotovoltaica, offrendo la possibilità di ricaricare i veicoli elettrici con una rapidità fino a 2,5 volte più alta rispetto a quella di un carica-batterie standard.

 

Questo sistema racchiude molteplici vantaggi tra cui l’estrema semplicità di installazione e la messa in servizio analoga a quella di un normale inverter SolarEdge.

 

Ne risulta una riduzione del carico di lavoro e dei costi di installazione che si avrebbero nel caso di impiego di un carica-batterie per veicoli elettrici stand-alone e di un inverter separato; infatti l’integrazione 2 in 1 riduce il numero di componenti del sistema e quindi la manodopera relativa ad essi, elimina la necessità di operare interventi e ispezioni aggiuntive all’impianto e le operazioni di cablaggio e installazione di un ulteriore quadro elettrico.

 

 

 

La doppia funzionalità dell’inverter SolarEdge con HD-Wave e carica-batterie è la soluzione ideale per soddisfare i futuri bisogni legati all’intenzione di acquistare un veicolo elettrico, con il vantaggio di essere compatibile con diversi tipi di connettore, nonché di massimizzare l'autoconsumo dei proprietari di casa con una notevole riduzione delle bollette elettriche.

 

Il surplus di energia fotovoltaica prodotto dal sistema può essere impiegato per la ricarica del veicolo elettrico, che può essere gestita e controllata per mezzo della piattaforma di monitoraggio, con la possibilità di programmare gli orari di ricarica dalla rete elettrica nelle ore non di punta.

 

L'inverter 2 in 1 di SolarEdge è disponibile nelle versioni da 3,68 kW, 4 kW, 5 kW e 6 kW, ed è coperto da una garanzia standard di 12 anni, estendibile fino a 20 o 25 anni; essendo piccolo e leggero risulta più facile da spedire e conservare ed è installabile da un’unica persona.

 

La prestigiosa posizione acquisita dal prodotto è il frutto di una ricerca costante e dello sviluppo di tecnologie avanzate che hanno permesso di ottenere riconoscimenti quali il premio come prodotto più innovativo nel settore del fotovoltaico di Green Builder Media, l’elezione a nuovo prodotto dell'anno per la categoria energia nel programma BIG Awards for Business 2018 e l’inserimento nella top 10 dei prodotti dell'anno di BuildingGreen per il 2019

Caratteristiche dell’inverter con tecnologia HD-Wave

La gestione della tensione e dei punti di massima potenza (MPPT) dell’inverter con tecnologia HD-Wave viene affidata all'ottimizzatore di potenza per ogni singolo modulo.

 

 

 

In questo modo l'inverter è responsabile della sola conversione della corrente continua in corrente alternata (CC/CA), risultando essere meno complesso, più economico e più affidabile.

 

Il voltaggio fisso delle stringhe rende il sistema altamente efficiente in ogni momento, indipendentemente dalla lunghezza e dalla temperatura delle stringhe.

 

L’innovativa tecnologia di conversione si basa su una commutazione distribuita gestita da un potente processore DSP e l’inverter è in grado di sintetizzare un’onda sinusoidale pulita permettendo una notevole riduzione degli elementi magnetici e di raffreddamento. 

? possibile trasformare un?abitazione, mono o plurifamiliare, da energivora a classe A grazie a un?attenta progettazione e all?uso di materiali naturali. Antonio Glielmi, architetto e presidente ANAB ci spiega come.

In occasione della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile si terrà la seconda tappa dei GREEN DAYS, giornate dedicate all’Ecologia, alla Mobilità sostenibile e al Risparmio energetico.

 

 

 

L'incontro è previsto per sabato 22 giugno e prevede un infopoint e stand espositivi con servizi e prodotti innovativi riguardanti Mobilità Sostenibile, Ecologia, Efficienza Energetica, ed Energia Rinnovabile.

 

L'esposizione sarà dedicata alla presentazione di nuovi modelli di auto ibride, biciclette a pedalata assistita, ciclomotori elettrici e altre novità green come caldaie di nuova generazione, condizionatori a pompe di calore e infissi a risparmio energetico.

 

Saranno resi disponibili sconti per incentivare i cittadini alla sostituzione della vecchia caldaia e all’acquisto di bici a pedalata assistita o motocicli elettrici; inoltre non mancheranno offerte riservate alla ristrutturazione completa dell'appartamento e tanto altro ancora.

 

Evento organizzato da ANEA in collaborazione con il Comune di Napolie la mediapartnership di TeleClub Italia nell’ambito delle iniziative di EnergyMed, laMostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica.

 

Per maggiori informazioni visita il sito

 

Green Days - Esposizioni e dibatti per un futuro sostenibile

22 giugno 2019

Via Scarlatti (Vomero) - Napoli

Pubblicato il nuovo Rapporto di BloombergNEF (BNEF) che prevede una crescita importante di eolico e fotovoltaico grazie alla diminuzione dei costi di pannelli, turbine e delle batterie e all'aumento delle installazioni. Ma per ridurre le emissioni a lungo termine saranno necessarie anche altre tecnologie.  

 

 

Pubblicato da BloombergNEF (BNEF) il New Energy Outlook 2019 (NEO) con le previsioni di svilupo per le rinnovabili. Lo studio stima che entro il 2050 i costi delle tecnologie eolica, fotovoltaica e dei sistemi di accumulo si tradurranno in una rete alimentata per quasi la metà dalle rinnovabili. BNEF ritiene che nonostante lo sviluppo delle tecnologie, soprattutto dal 2030 in poi bisognerà implementare nuove tecnologie, quali per esempio il biogas e l'idrogeno verde, per garantire di limitare il surriscaldamento entro i 2 gradi Celsius

 

Quest'anno, il rapporto rileva che, in circa due terzi del mondo, l'eolico o il solare rappresentano ora l'opzione meno costosa per la nuova capacità di generazione di energia. La domanda di energia elettrica è destinata ad aumentare del 62%, con il risultato che la capacità di generazione globale praticamente triplicherà tra il 2018 e il 2050, attirando 13,3 trilioni di dollari in nuovi investimenti, di cui 5,3 trilioni di dollari per l'eolico e 4,2 trilioni di dollari per il solare.

 

Ogni anno, NEO confronta i costi delle tecnologie energetiche attraverso un'analisi dei costi delle fonti energetiche per stimare l'evoluzione del settore elettrico. I risultati mostrano che il ruolo del carbone nel mix energetico globale scenderà dall'attuale 37% al 12% entro il 2050, mentre il petrolio come fonte di produzione di energia viene praticamente eliminato.  L'energia eolica e solare passeranno dall'attuale 7% della produzione al 48% entro il 2050.  Il contributo dell'energia idroelettrica, del gas naturale e del nucleare rimane grosso modo stabile su base percentuale.

 

Matthias Kimmel, analista capo del NEO 2019, ha commentato: "La nostra analisi del sistema di alimentazione rafforza un messaggio chiave delle precedenti New Energy Outlook - che i moduli fotovoltaici, le turbine eoliche e le batterie agli ioni di litio sono destinati a continuare su curve significative di riduzione dei costi, rispettivamente del 28%, 14% e 18% per ogni raddoppio della capacità installata globale".

La crescita prevista delle energie rinnovabili fino al 2030 indica che molte nazioni possono seguire un percorso per il prossimo decennio e mezzo compatibile con il mantenimento dell'aumento delle temperature mondiali a 2 gradi o meno definito dall'accordo di Parigi. E possono farlo senza introdurre ulteriori sovvenzioni dirette per le tecnologie esistenti come il solare e l'eolico.

 

"I giorni in cui sono necessari supporti governativi stanno volgendo al termine", ha detto Elena Giannakopoulou, responsabile dell'economia energetica di BNEF. "Tuttavia, per raggiungere questo livello di transizione e decarbonizzazione, saranno necessari altri cambiamenti di politica - in particolare, la riforma dei mercati dell'energia elettrica per garantire che l'energia eolica, solare e le batterie siano adeguatamente remunerate per i loro contributi alla rete.

L'Europa si decarbonizzerà più velocemente degli altri continenti arrivando al 92% dell'elettricità fornita da fonti rinnovabili nel 2050. Le principali economie dell'Europa occidentale, in particolare, sono già su una traiettoria di decarbonizzazione significativa grazie al prezzo del carbonio e al forte sostegno politico. Gli Stati Uniti, vista l'abbondanza di gas naturale a basso prezzo, e la Cina, con le centrali a carbone, seguono a un ritmo più lento.

 

La Cina raggiungerà il picco delle emissioni del settore energetico nel 2026, per poi diminuire di oltre la metà nei prossimi 20 anni. La domanda di energia elettrica in Asia raddoppierà fino al 2050. 

Fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo attrarranno 10 miliardi di dollari fino al 2050, ma per ridurre le emissioni a lungo termine saranno necessarie anche altre tecnologie.

Da oltre 80 anni Fantini Cosmi opera nel settore dell’impiantistica elettrica e idrotermosanitaria garantendo sicurezza e massimo comfort. Il segreto del successo aziendale è da ricercarsi nella costante ricerca attuata per lo sviluppo di soluzioni che hanno mostrato la capacità di inserirsi in un mercato globale sempre più esigente e mutevole.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

Indice:

Fantini Cosmi nasce nel 1931 dedicandosi, inizialmente, alla produzione di apparecchi elettrici industriali di manovra e interruzione. Pochi anni dopo concentra l’attenzione sulla realizzazione di apparecchi di manovra in bassa tensione e termostati.

 

L’azienda ha dimostrato una forte capacità di adattarsi ai cambiamenti della storia, considerandoli un’opportunità di crescita e producendo durante la guerra termostati che venivano impiegati sugli aerei.

 

Tuttavia, questi anni duri hanno costretto l’azienda a spostare la sede, colpita dai bombardamenti del 1943, da Milano a Soresina, dove è rimasta fino al 1954, anno in cui lo stabilimento è stato ristabilito a Milano in via Mecenate.

 

Nel 1985 Fantini Cosmi ha introdotto una novità sul mercato italiano realizzando il primo cronotermostato elettrico, denominato Intellitherm; una produzione che ha portato l’azienda ad inserirsi ufficialmente nel settore della distribuzione e ad allargare le proprie vedute, tanto da rendere necessario, nel 1992, lo spostamento da via Mecenate a Caleppio di Settala, sede attuale.

 

 

 

La crescita aziendale è stata segnata da avvenimenti particolarmente significativi nel corso degli anni, a partire dal 2007 con l’acquisizione di Aspira s.r.l.; una mossa vincente che ha portato alla nascita del gruppo Fantini Cosmi Industrie che racchiude tre marchi prestigiosi: Fantini Cosmi, Aspira e Fancos.

 

Nel 2011 l’ampliamento è stato ulteriormente segnato dall’assorbimento di due importanti aziende attive nel settore della termoregolazione, T&G e Fancy.

 

Grazie alla ricerca continua attuata da tecnici esperti del settore si è giunti alla realizzazione di soluzioni capaci di adattarsi alle esigenze di un mercato sempre più smart e digitalizzato, realizzando nel 2014 il primo cronotermostato Wi-Fi, fino a giungere all’ultima novità di Casa Fantini Cosmi: RHINOCOMFORT, il recuperatore di calore con sanificazione dell’aria.

 

La qualità delle soluzioni Fantini Cosmi supera i confini italiani e si inserisce all’interno di una rete commerciale globale vantando la distribuzione in oltre 70 Paesi e la collaborazione con industrie di primaria importanza in tutto il mondo.

La strategia aziendale

I successi ottenuti negli anni da Fantini Cosmi sono il frutto una strategia vincente basata su tre capisaldi aziendali che collaborano e interagiscono per dare vita a soluzioni nelle quali si concentrano estetica, semplicità e funzionalità.

Questi capisaldi sono: innovazione, design e semplicità.

 

 

Innovazione

L’innovazione è da sempre un punto focale per l’azienda che lavora a partire dall’identificazione di bisogni fino all’elaborazione di prodotti che siano capaci di soddisfarli.

 

In questo ambito Fantini Cosmi può contare sul lavoro svolto dai propri tecnici e può vantare la collaborazione con diversi partner, tra cui il Politecnico di Milano con il quale sta sviluppando soluzioni con intelligenza artificiale e prodotti legati al mondo dell’IoT.

 

Un altro aspetto di fondamentale importanza è rappresentato dall’attuazione di test di funzionamento e prove costanti alle quali i prodotti vengono sottoposti prima di essere commercializzati, rispondendo ai più severi standard internazionali di sicurezza, con la certezza di aver prodotto apparecchi innovativi, sicuri e affidabili nel tempo.

Design

È essenziale includere nella fase di progettazione un’attenzione particolare all’estetica dei prodotti affinché non siano solo efficienti e performanti ma anche belli e capaci di armonizzarsi nel contesto in cui vengono inseriti.

 

L’azienda si avvale da sempre della collaborazione di designer con i quali sviluppare prodotti caratterizzati da qualità funzionale ed estetica, capaci di integrarsi perfettamente in ogni contesto e di rispondere ai canoni di bellezza che caratterizzano l’Italia e la rendono unica nel mondo.

Semplicità

La semplicità è un obiettivo fondamentale per l’azienda che affronta il mondo della tecnologia moderna, sempre più laboriosa e pregna di funzionalità, rendendo le proprie soluzioni accessibili a tutti i livelli d’utenza, facili da installare e da utilizzare.

 

Questo aspetto garantisce la soddisfazione di tutta la catena del valore, dalle industrie, agli installatori, fino ad arrivare agli utilizzatori finali.

I settori in cui opera Fantini Cosmi

La gamma di prodotti dedicati alla Smart Home offre molteplici soluzioni adattandosi a tutte le esigenze della casa, sia funzionali che estetiche.

 

 

 

Uno degli aspetti unici dei cronotermostati Fantini Cosmi è rappresentato dalla capacità di continuare ad offrire le stesse prestazioni anche qualora dovesse mancare una connessione Wi-Fi o non dovesse essere disponibile l’applicazione per smartphone associata.

 

Grazie a questa duplice funzionalità la gestione del cronotermostato diventa più semplice ed è quindi possibile usufruire dell’interfaccia vocale oppure operare una programmazione manuale, gestendo a zone tutti gli impianti della casa.

 

Il trattamento dell’aria è garantito da un’offerta completa di VMC che si snoda tra impianto decentralizzato, adatto per ristrutturazioni poco invasive, impianto centralizzato per residenze e impianto centralizzato per il settore terziario.

 

I sistemi VMC Fantini Cosmi operano secondo un recupero di calore grazie al quale è possibile reimmettere aria pulita in ambiente a una temperatura ottimale e con un livello di umidità adatto all’ambiente interno.

 

Nello specifico la grande novità aziendale è rappresentata da RHINOCOMFORT, il sistema di ricambio e sanificazione dell’aria che reimmette in ambiente aria depurata da eventuali sostanze inquinanti presenti all’esterno dell’edificio mediante il processo della fotocatalisi a zero emissioni di ozono.

La formazione: Fantini Cosmi Academy

Fantini Cosmi opera una formazione costante degli installatori secondo due principi: un contatto mirato, comunicando costantemente e in modo approfondito con i grandi installatori del settore, e un contatto con micro-attività, raccogliendo nei punti vendita due o tre installatori ai quali vengono presentati i prodotti.

 

 

 

Grazie alla collaborazione con architetti e ingegneri l’azienda ha fondato la Fantini Cosmi Academy, proponendo momenti di formazione mediante la presentazione delle attività e dei prodotti e l’approfondimento delle nuove normative del settore.

 

Questa formazione è rivolta a progettisti, installatori e operatori del settore e presenta un carattere tecnico con dimostrazioni pratiche a proposito delle modalità di utilizzo e installazione dei prodotti.

Nell’ambito della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile 2019 si terrà un workshop per illustrare e approfondire le opportunità di finanziamento e i business model finalizzati alla definizione di progetti di risparmio energetico e digitalizzazione per enti pubblici ed imprese.

   

Il workshop, rivolto a tecnici, professionisti e alle imprese interessate, ruoterà attorno alle tematiche di sviluppo sostenibile e creazione di posti di lavoro di qualità a livello locale.

 

Si tratta di aspetti che rappresentano una priorità politica e strategica condivisa a livello nazionale; ne sono un esempio l’attivazione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica e il “Decreto Crescita”.

 

A livello regionale e provinciale queste priorità si dimostrano con gli interventi per il sistema produttivo.

 

L’incontro vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del Ministero Sviluppo Economico, INVITALIA, Regione Campania, Camera di Commercio di Napoli ed esperti del settore.

 

Lo scopo è quello di offrire un’opportunità di confronto sul ventaglio di opportunità che si sono sviluppate nel corso di questi anni.

 

Per l'iscrizione clicca qui

 

COME FINANZIARE L’EFFICIENZA ENERGETICA E L’IMPRESA 4.0

21 giugno 2019

P.zza Bovio c/o Camera di Commercio di Napoli - Sala Costantino Cutolo

Dopo Parigi, ecco i quattro progetti per Madrid recentemente premiati dal bando promosso da C40: Tercer sonido a Villaverde, Campus for Living Cities a Vallecas, Urban Battery a Vic?lvaro e, infine, Mercado de Orcasur, nell?omonimo quartiere. Non solo edifici a zero emissioni che producono energia, ma realizzazioni per produzioni ecologiche dal forte contenuto occupazionale, culturale e sociale
Prima tappa alla scoperta del progetto di sostenibilità del Complesso Monumentale di Assisi. Intervista di Eco dalle Città a Giuseppe Lanzi, AD di Sisifo e coordinatore di Progetto

Lo scorso 17 giugno, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione, il direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, ha sottolineato la necessità di utilizzare strumenti ad alta tecnologia ma anche "soluzioni semplici" per evitare che la siccità si trasformi in carestia.

 

 

Indice degli argomenti:

Sfruttare il potenziale delle innovazioni agricole, che si tratti di semplici soluzioni o di tecnologie hi-tech, aiuterà ad evitare che la siccità si trasformi in carestia causando emigrazioni forzate e ad invertire la desertificazione. Lo ha detto il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, in occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione.

 

Da Silva ha sottolineato che oltre l'80% di tutti i danni e le perdite causate dalla siccità hanno impattato sull'attività dagli agricoltori e del settore agricolo, facendo notare che una delle principali cause dell'aumento della fame negli ultimi tre anni è stata El Niño, che ha provocato gravi siccità sulle coste dell'Africa orientale.

 

Ogni anno il mondo perde 24 miliardi di tonnellate di suolo e il degrado delle terre aride riduce dell'8% annuo il prodotto interno nazionale nei paesi in via di sviluppo", ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un messaggio video registrato per la Giornata Mondiale. "Dobbiamo cambiare urgentemente queste tendenze. Proteggere e restaurare la terra - smettendo di sfruttarla - può ridurre la migrazione forzata, migliorare la sicurezza alimentare e stimolare la crescita economica. Può anche aiutarci ad affrontare l'emergenza climatica globale". 

Soluzioni semplici ma dal grande impatto

Anche soluzioni semplici possono avere un grande impatto per costruire la resilienza delle persone vulnerabili, far fronte alla siccità e invertire la desertificazione.

 

 

A questo proposito, il direttore generale della FAO ha citato come esempio il progetto di 1 milione di cisterne per lo stoccaggio dell'acqua delle precipitazioni. "E' molto semplice. Si conserva l'acqua piovana sotto casa, rendendola disponibile per bere e per gli animali tutto l'anno". L'obiettivo è quello di consentire a milioni di persone nel Sahel di avere accesso ad acqua potabile sicura, di utilizzare l'eccedenza per aumentare la produzione agricola della famiglia, migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale e rafforzare la propria resilienza.

 

Anche nella regione del Sahel, la FAO e i suoi partner stanno sostenendo l'Unione Africana per realizzare la Grande Muraglia Verde - un'iniziativa faro dell'Africa per combattere il degrado del suolo, la desertificazione e la siccità, ha detto de Silva. Il progetto prevede di circondare il Sahara con una vasta fascia di vegetazione, alberi e cespugli, in modo da rendere verde e proteggere il paesaggio agricolo, impedendo al deserto di avanzare. "Questa misura ci sta aiutando a fermare la desertificazione, che è una delle ragioni principali del crescente conflitto tra pastori e agricoltori". 

Sfruttare le tecnologie per combattere la siccità 

Lo sviluppo di portali innovativi negli ultimi anni ha aiutato gli agricoltori ad avere facilmente informazioni per loro preziose. La FAO che sostiene i paesi nello sviluppo di questi strumenti per rafforzare le pratiche agricole resilienti, ha lanciato in questi giorni l'aggiornamento di WaPOR, un database accessibile a tutti che raccoglie dati satellitari in tempo quasi reale per monitorare la produttività della terra e dell'acqua in Africa e nel Vicino Oriente. I dati di WaPOR, lanciati inizialmente nel 2017, aiutano i politici e gli agricoltori a prendere decisioni corrette a seconda della situazione della siccità e delle piogge ed aumentare la produzione agricola con un minore consumo di acqua.

 

La versione aggiornata 2.0 ha portato numero totale di paesi coperti da questa risoluzione da 18 a 21 coprendo tre nuovi paesi con dati con risoluzione di 100 metri: Iraq, Sudan e Niger.

 

La FAO e la New Development Bank rafforzano la collaborazione

La FAO e la New Development Bank (NDB è una banca di sviluppo multilaterale, creata da Brasile, Russia, India, India, Cina e Sudafrica per mobilitare risorse per progetti infrastrutturali e di sviluppo sostenibile), hanno deciso di intensificare gli sforzi congiunti per aiutare i paesi a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, con particolare attenzione alla salvaguardia delle risorse idriche e del suolo e alla lotta contro la desertificazione. L'accordo formale è stato firmato dal Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva e dal Presidente della New Development Bank Kundapur Vaman Kamath.

Le cause della desertificazione 

La Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione è stata istituita 25 anni fa con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità causati dall'emergenza climatica ma anche da attività antropiche. La desertificazione si verifica perché gli ecosistemi delle zone aride, che coprono oltre un terzo della superficie mondiale, sono estremamente vulnerabili allo sfruttamento eccessivo e all'uso inappropriato del suolo. La povertà, l'instabilità politica, la deforestazione, il pascolo eccessivo e le cattive pratiche di irrigazione possono tutti minare la produttività del territorio.

Mobilità elettrica: per aziende servizi pubblici valore aggiunto fino a 10 miliardi dollari. Il valore aggiunto generato sarebbe compreso tra 50 milioni e 1 miliardo di dollari fino al 2030. Sulla rete di ricarica elettrica l’Italia è ancora indietro; si possono stimare quasi 3.000 punti, e quindi circa 1.500 colonnine. Entro il 2020 potranno arrivare a sfiorare le 20.000

 

a cura di Tommaso Tetro

 

 

Entro il 2030 l'elettrificazione dei trasporti potrebbe generare un valore aggiunto compreso tra i 3 e i 10 miliardi di dollari per un’azienda dei servizi pubblici di medie dimensioni. Questa la fotografia scattata da uno studio messo a punto da Boston consulting group che nella cifra include il ritorno sugli investimenti per migliorare la rete elettrica (circa tra gli 1,8 e i 6,2 miliardi di dollari), le attività a sostegno delle politiche delle autorità in materia di mobilità elettrica (circa 50 milioni - 1 miliardo di dollari) e i ricavi derivanti dall'offerta di nuovi prodotti e servizi legati ai veicoli elettrici (da 1,3 a 2,9 miliardi di dollari).

 

Per quanto riguarda le infrastrutture di rete elettrica - spiega lo studio - la penetrazione dei veicoli elettrici avrà un impatto limitato sul fabbisogno energetico totale (inclusi gli usi residenziale, d'impresa e industriale) fino al 2030. Ma aumenti significativi in certe località e in momenti di elevata domanda energetica potrebbero mettere eccessivamente sotto sforzo la capacità dell'attuale rete elettrica. Secondo la ricerca il valore aggiunto generato dal sostegno alla mobilità elettrica sarebbe compreso tra 50 milioni e 1 miliardo di dollari fino al 2030, pari a una cifra variabile fra i 50 e i 950 dollari per ogni veicolo elettrico per una utility media.

Le infrastrutture in Italia 

Sulla questione della rete di infrastrutture per la ricarica elettrica, l’Italia è ancora indietro. In Italia si possono stimare a fine 2017 circa 2.750 punti di ricarica pubblici a norma, dei quali il 16% (443) sono high power. Questo numero non è riferito alle colonnine: ad ogni colonnina corrispondono in media poco più di 2 punti di ricarica, per cui è possibile stimare il numero di colonnine pari a circa 1.300.

 

Entro il 2020 potranno essere installati fino a 13.000 punti di ricarica accelerata e fino a 6.000 stazioni di ricarica ultra-veloce, in Germania si prevede al 2020 l’installazione di circa 1,2 milioni di stazioni di ricarica complessive. I punti di ricarica risentono delle divisioni che, spesso, in molti settori si evidenziano tra le diverse aree del Paese con una carenza al Sud, e una situazione migliore per il Centro e il Nord.

 

La differenza con gli altri tre maggiori Paesi europei per il mercato dell’auto è evidente: l’Italia ha un numero di punti di ricarica pubblici compreso tra il 10% e il 20% rispetto agli altri Paesi. Ce ne sono di più in città (50%), su strada o in parcheggi pubblici.

 

La mobilità elettrica – viene osservato dallo studio - crea opportunità per nuovi prodotti e servizi per le utility, che comprendono manutenzione e operatività dei veicoli, installazione, operatività, manutenzione e servizio dei punti di ricarica, soluzioni software per energy management e avviamento della flotta e servizi di consulenza.

 

Il valore cumulativo stimato di nuovi prodotti e servizi per la mobilità elettrica è pari a una cifra compresa tra 3.400 e 7.400 dollari per ogni veicolo elettrico dal 2019 al 2030, per un valore complessivo di circa 1,3 - 2,9 miliardi di dollari. Tra gli aspetti che spingeranno la crescita dei veicoli elettrici, la diminuzione dei costi delle batterie, che è la principale voce del costo totale di possesso di un veicolo elettrico. Il costo per kwh (kilowattora) di una batteria per auto e camion ibridi e full electric è già sceso da 700 dollari nel 2009 a circa 150-175 dollari a fine 2017 e si prevede che calerà ulteriormente fino a circa 70-90 dollari nel 2030.

Hoval ha parlato dei successi raggiunti grazie alle innovazioni dei prodotti e dei servizi offerti e lo ha fatto nell’ambito di un convegno recentemente organizzato presso la propria sede. Un’occasione perfetta per sottolineare l'importanza che l'innovazione ha per la crescita di un'azienda. 

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

Indice dei contenuti:

"Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso pensiero che abbiamo usato per crearli".

 

È proprio partendo dal pensiero di Einstein che Hoval ha intrapreso la strada dell’innovazione e del cambiamento per poter gestire al meglio le sfide dei nuovi trend e degli scenari economici mutevoli, trasformando quelli che apparivano come punti critici in opportunità di crescita concreta.

 

Gianluigi Contin, di Valdani & Vicari, ha spiegato la necessità di stabilire un rapporto di fiducia con il cambiamento che porti ad attuare un confronto con esso e quindi ad affrontarlo, poiché la rinuncia al confronto con la realtà rappresenta un freno allo sviluppo dell’azienda.

 

Contin ha spiegato che “il tasso di cambiamento raddoppia ogni dieci anni ed è quindi impossibile recuperare il tempo perduto se non si inizia subito il processo di rinnovamento. Così è stato, per esempio, per il vecchio Floppy Disk, sostituito inizialmente dal CD e poi soppiantato dalla chiavetta USB e oggi dai sistemi di Cloud Storage”.

 

 

Come agire per rinnovarsi?

In primis è fondamentale ascoltare e assorbire le esigenze del mercato e le richieste dei clienti che rappresentano il fulcro del mercato stesso, offrendo risposte che provengano da una prospettiva diversa e ricorrendo a una buona dose di creatività.

 

La soddisfazione del cliente genera valore per l’impresa e rende, quindi, necessaria la costante ricera delle innovazioni, raggiunte a partire da tre principi fondamentali: saper dimenticare (lasciarsi il passato alle spalle), saper recuperare (concentrarsi sul presente) e saper apprendere (progettare per il futuro).

 

Hoval ha saputo sfruttare al meglio i cambiamenti che hanno attraversato i settori del riscaldamento e del comfort ambientale e le nuove normative in materia di efficientamento energetico e lo ha fatto introducendo nuove soluzioni eleganti, performanti e integrate.

Le soluzioni innovative di Casa Hoval: prodotti

Tra le soluzioni proposte da Hoval compaiono sistemi abbinati di pompe di calore e ventilazione meccanica controllata, con un unico sistema di regolazione intelligente.

 

È la nuova generazione di pompe di calore Hoval UltraSource caratterizzate da eccezionale silenziosità e possibilità di utilizzare con lo stesso modello diverse fonti di calore.

 

Questi modelli dal design moderno ed elegante godono di una tecnologia avanzata degli inverter che genera una notevole riduzione dei consumi elettrici e vengono installati con estrema facilità; inoltre il sistema di regolazione integrata Top Tronic E, collegato alle previsioni meteo, facilita il monitoraggio e gli interventi di manutenzione a distanza.

 

La pompa di calore UltraSource si integra perfettamente con SolKit®Aqua, un altro sistema innovativo di Casa Hoval ideato per la produzione di acqua calda sanitaria nelle case mono e bifamiliari.

 

Se parliamo, invece, di ventilazione meccanica controllata l’innovazione nel campo porta il nome HomeVent®, il sistema che risponde a tutte le richieste del cliente offrendo comfort elevato e un’ottima qualità dell’aria. HomeVent attua un ricambio dell’aria qualora ve ne sia necessità, trattenendo le polveri inquinanti all’esterno dell’edificio e mantenendo l’umidità relativa nel corretto intervallo (30-60%); l’umidità è, inoltre, gestita da un recuperatore rotativo entalpico che evita la formazione di condensa. Le unità di VMC Hoval HomeVent FR sono le più silenziose del mercato, con un valore di 27 dB, e sono disponibili in tre diversi modelli.

Le soluzioni innovative di Casa Hoval: servizi

Le innovazioni da parte di Hoval hanno interessato anche l’offerta dei servizi valorizzando la filiera che coinvolge progettista, installatore e manutentore e i rapporti intrattenuti con il cliente finale.

Grazie all’adozione di un contratto di manutenzione digitale la gestione delle attività dei professionisti ha subìto un netto miglioramento.

 

Tale contratto prende il nome di Software as a Service e include l’intero processo, dal progetto alla realizzazione, concentrandosi costantemente sull’ottimizzazione dei sistemi e garantendo la risoluzione di eventuali problemi da remoto, con la possibilità di produrre reportistiche e aggiornamenti automatici, oltre a offrire l’estensione di garanzia.

 

Altre novità in termini di servizi sono rappresentate dalla piattaforma MyCommunityMonitor, il primo marketplace per la riqualificazione energetica degli edifici dei Comuni; da HovalDesk, dove utente e installatore condividono informazioni sull'impianto con possibilità di gestirlo in remoto, dialogare e confrontarsi su eventuali anomalie; e da TopTronicSupervisor, una soluzione digitale studiata per gestire e monitorare da remoto le centrali termiche e le reti di teleriscaldamento.

 

L’adozione di questi strumenti digitali è sinonimo di una crescita significativa per l’azienda, come hasostenuto l’amministratore delegato David Herzog: “In un mercato che si è ridotto quasi alla stregua di un suk, dove il prezzo è sovrano incontrastato, il vero valore aggiunto sono le competenze. La digitalizzazione ci dà gli strumenti per presentarci in modo diverso, soffermandoci non più tanto sulla vendita del prodotto, ma soprattutto sulla vendita di servizi: dalla consulenza energetica ai contratti di manutenzione digitale Software as a Service”.



Immagini allegate:
21662.jpg

Il GSE ha pubblicato sul proprio sito il Rapporto Statistico sul Solare Fotovoltaico 2018: lo scorso anno il nostro paese con 822.301 impianti fotovoltaici in esercizio, ha prodotto circa 23mila GWh. Cresce il numero degli impianti, grazie soprattutto alle piccole installazioni, ma cala la produzione a causa delle condizioni di irraggiamento. Autoconsumo al 22.7% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici.

Indice degli argomenti:

Rapporto Statistico GSE

Pubblicato sul sito del GSE il Rapporto Statistico sul Solare Fotovoltaico 2018 con i dati sui consumi di energia coperti da fotovoltaico, numero impianti installati, potenza per taglia, tensione di connessione, distribuzione regionale e provinciale, tipologia di pannelli solari e di installazione, ore di utilizzo.

Lo scorso anno sono stati installati circa 440 MW di impianti fotovoltaici, che hanno beneficiato soprattutto del meccanismo dello Scambio sul Posto. Nel complesso nel 2018 cresce del 20% il numero di impianti fotovoltaici, arrivati a 822.301, (nel 2017 erano circa 774.000) per una potenza installata complessiva di 20.108 MW (+440 MW rispetto a fine 2017, in percentuale +2,2%).

 

 

Cala del 7% rispetto allo scorso anno la produzione fotovoltaica complessiva, pari a 22,7 TWh, contro i 24,4 TWh del 2017 principalmente a causa di peggiori condizioni di irraggiamento.

 

Guardando i singoli segmenti di mercato si conferma un trend già noto: crescono soprattutto gli impianti di piccola taglia, tra 1 e 3 kW ed entro i 20 kW. Queste 2 fasce rappresentano più del 90% del totale degli impianti installati e il 21% della potenza complessiva nazionale.

 

I 48.000 impianti installati nel 2018 (in crescita rispetto ai 44.000 del 2017) per la maggior parte sono di potenza inferiore ai 20 kW.

La potenza media degli impianti entrati in esercizio nel 2018 è di 8,8 kW, mentre la taglia media è di 24,5 kW, in diminuzione rispetto allo scorso anno.

 

Lombardia e Vento sono le regioni con il maggior numero di impianti (125.250 e 114.264) e insieme rappresentano 29,1% degli impianti installati sul territorio nazionale. Il nord Italia nel complesso raccoglie il 55% circa del totale delle installazioni. La Puglia è invece la Regione con la maggior potenza installata, pari a 2.652 MW e gli impianti con dimensioni medie maggiori (54,8 kW).

 

Per quanto riguarda la tipologia dei pannelli, prevalgono in tutta Italia quelli a silicio policristallino, seguiti dai monocristallini, mentre sono poco diffusi i pannelli a film sottile.

I dati sull’autoconsumo

Il Rapporto del GSE segnala una crescita dell’autoconsumo nel 2018 rispetto all’anno precedente: lo scorso anno gli autoconsumi sono stati pari a 5.137 contro i 4.889 GWh, ovvero il 22.7% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici. Il mese in cui si è registrato il dato più alto è luglio e la Liguria è stata la regione in cui vi è il maggior rapporto tra gli autoconsumi e la produzione netta degli impianti. 

 

Il Rapporto contiene anche un Focus sui consumi delle utenze per gli impianti in Scambio sul Posto.

 

 

17/5/2019

Produzione di energia pulita in crescita in Italia

 

Il GSE, società impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile, ha reso pubblico il rapporto relativo all’attività di consumo energetico in Italia nel corso del 2018, dal quale si evince che il 18,1% del fabbisogno energetico è giunto da fonti rinnovabili e il 34,4% dei consumi ha goduto di una copertura fornita da impianti che producono energia pulita.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

 

Come sappiamo il nostro Paese ha superato gli obiettivi europei fissati al 2020, inerenti al consumo energetico coperto da fonti rinnovabili, raggiungendo un traguardo fondamentale, reso possibile anche dalle azioni che il GSE opera costantemente nei settori delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, e concretizzando un risparmio di 45 milioni di tonnellate di CO2.

 

I benefici emersi da questa vittoria hanno interessato l’attivazione di investimenti per un totale di 2,6 miliardi; inoltre le attività sostenute dal GSE hanno impiegato 45.000 occupati a tempo pieno, rendendosi vantaggiose anche sul fronte lavorativo.

 

Nel corso dell’anno passato si è registrata l’installazione di 54,4 GW di potenza per oltre 800.000 impianti, generando 114,7 TWh di energia elettrica.

 

La maggior parte di questa produzione sostenibile è da ricondurre al settore idroelettrico, pilastro portante delle energie rinnovabili in Italia che ha contribuito in maniera sostanziale alla crescita e allo sviluppo dell’industrializzazione con una produzione normalizzata di 46 TWh, corrispondenti al 16,5% dell’elettricità totale e al 42% di tutte le fonti rinnovabili.

 

 

 

Questi dati, estrapolati da uno studio di Althesys per Utilitalia, dimostrano quanto sia indispensabile operare costantemente nella direzione di uno sviluppo sostenibile del settore idroelettrico ricorrendo all’adozione di strategie mirate a un decremento dell’impatto ecologico e assecondando gli obiettivi di qualità dei corpi idrici superficiali.

 

Il processo di invecchiamento del parco impianti, che ha ormai raggiunto un’età media di 70 anni, ha causato la progressiva perdita della capacità produttiva passando dalle 3-4 mila ore all’anno degli anni 60’-70’ alle 2,3-2,4 mila ore degli ultimi anni.

 

Uno scenario che mostra chiaramente la necessità di agire per attuare un rinnovamento degli impianti, che potrebbe generare una potenziale produttività di 4,4 TWh entro il 2030.

 

 

Tabella riassuntiva del Rapporto Attività 2018 realizzata dal GSE

 

Il GSE ha agito per l'incentivazione e il ritiro dell'energia elettrica nel 2018 investendo 13,4 miliardi di euro, circa un miliardo in meno rispetto al 2017, e ritirando e collocando sul mercato elettrico 30,6 TWh.

 

Queste azioni hanno generato un ricavato di 1,8 miliardi di euro, totalizzando un netto degli incentivi in bolletta di 11,6 miliardi di euro, e hanno consentito di destinare alla promozione della sostenibilità circa 15,4 miliardi di euro.

 

Fondamentale è stata, inoltre, l’azione di sostegno di oltre 1.500 Comuni italiani nell'individuazione di ambiti d'investimento finalizzati a una crescita ecocompatibile e alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

 

E’ importante sottolineare come il GSE sia impegnato nella sensibilizzazione sul tema delle rinnovabili anche sul fronte della formazione, tant’è che con il progetto "GSE incontra le scuole" ha coinvolto oltre 4.200 studenti di 40 scuole sui temi e sui valori della sostenibilità ambientale, delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica.

The Foam of Waves è il progetto vincitore di un concorso di architettura dedicato alla riqualificazione dei vecchi bagni termali ormai in disuso. Un progetto di ripristino architettonico autosufficiente dal punto di vista energetico. Una ristrutturazione chirurgica che amplia i vecchi edifici storici ed integra fonti energetiche rinnovabili, favorisce la biodiversità e stimola uno stile di vita più attento all’ambiente.

a cura di Tommaso Tautonico

 

 

Fuori uso dal 2008, le terme di Aix-les-Bains in Savoia, un tempo luogo di ricreazione per l'elite europea durante la Belle Epoque, sono state oggetto di un concorso di metamorfosi  urbano, dove i cittadini sono stati chiamati ad esprimere il loro voto tra sei progetti finalisti.

 

Il vincitore di questo concorso è il progetto “The Foam of Wave” dello studio di architettura Vincent Callebaut, che è riuscito a convincere i cittadini grazie ad un progetto che non solo ripristinerà gli antichi bagni termali, ma creerà un centro ad uso misto in grado di produrre più energia di quanta necessaria. Spazi residenziali, commerciali, turistici, educativi e di agricoltura urbana, l’intero complesso verrà realizzato seguendo le raccomandazioni rilasciate dalla Cop 21 per realizzare edifici ad emissioni zero.

 

 

Siamo architetti della metamorfosi – commentano dallo studio di architettura - Siamo come chirurghi chiamati a riparare le ferite.  Al centro di un gruppo di edifici prestigiosi del tessuto urbano di Aix les Bains, abbiamo operato chirurgicamente, fatto una cernita dei volumi storici esistenti a cui abbiamo aggiunto funzioni del XX secolo. Il nostro obiettivo è rivelare le qualità intrinseche del complesso storico e metterle in evidenza con un'architettura contemporanea”.

 

Terme di Aix les Bains: biodiversità, energie rinnovabili ed economia circolare

The Foam of Waves si concentra sulla ristrutturazione degli edifici Pellegrini, Revel e Princes. Per attirare residenti, turisti ed aziende, gli architetti hanno pensato ad una destinazione finale di tipo mista: uffici turistici, un centro culturale dedicato all’architettura, un centro benessere, uno spazio per la scuola Peyrefitte, un centro commerciale, spazio di coworking e 185 appartamenti verdi.

 

 

Sul tetto verde della struttura, una fattoria didattica urbana integra permacultura e acquaponica. Gli edifici del complesso saranno dotati di facciate ondulate, con balconi  abbastanza grandi da ospitare alberi e spazi privati. L’involucro edilizio sarà ottimizzato per l’isolamento termico e acustico. Un impianto fotovoltaico sul tetto, il solare termico, un impianto di biomassa su piccola scala ed un sistema di co-generazione in loco, permetteranno all’intero complesso di produrre più energia di quanta ne consumerà.  Saranno inoltre implementati sistemi di raccolta dell'acqua piovana e riciclaggio delle acque grigie.


"L'intero progetto è portatore dei nuovi paradigmi della nostra società", dichiarano gli architetti. "Offre ai futuri residenti e ai visitatori l'opportunità di adottare nuovi stili di vita rispettosi dell'ambiente, della salute e del benessere urbano per vivere semplicemente meglio. È un'architettura resiliente, innervata dalla natura. È un'ode alla biodiversità, alle energie rinnovabili e all'economia circolare che sostiene la costruzione di città post-carbonio, post-fossili e post-nucleari”.

 

Img by http://vincent.callebaut.org

L'evento è dedicato alla presentazione dei risultati dell'Energy Efficiency Report e avrà come protagoniste le imprese Partner della ricerca che discuteranno e approfondiranno le analisi svolte.

 

 

 

Nello specifico verranno analizzati investimenti realizzati in termini di efficienza energetica realizzati in Italia nel 2018, focalizzandosi sugli investimenti effettuati nel comparto industriale e sul processo produttivo.

 

Verrà presa in analisi una mappatura delle tecnologie che interessano il processo produttivo dei settori manifatturieri più energivori per ottenere una conoscenza del livello di efficienza energetica e digitalizzazione in logica Smart Manufacturing.

 

Fondamentale sarà l'ambito normativo che regolamenta il campo dell'efficienza energetica e l'impatto generato sul comparto delle Energy Service Companies.

 

Verranno considerati, poi, gli operatori abilitati nella fornitura di servizi di efficientamento energetico per il comparto industriale Italiano e il potenziale di mercato dell'efficienza energetica in Italia con un focus sul comparto industriale. 

 

Questo incontro offre la possibilità di apprendere strumenti di lavoro per tutti coloro che operano o intendono operare nel comparto dell'efficienza energetica in Italia.  

 

Bozza di Programma della giornata:

  • Ore 9.30 - Apertura dei lavori con Umberto Bertelè, School of Management Politecnico di Milano
  • Ore 9.45 - Presentazione  dell'Energy Efficiency Report con Vittorio Chiesa, Politecnico di Milano   
  • Ore 10.45 - Coffee break
  • Ore 11.00 - Discussione e dibattito i Partner della Ricerca: Tavole rotonde
  • Ore 12.45 - 13.15 Intervento di chiusura

Per maggiori informazioni visita il sito

 

Energy Efficiency Report: le sfide dello smart manufacturing per ESCo e Utilities

19 giugno 2019

Politecnico di Milano - Campus Bovisa

La Commissione ha pubblicato le valutazioni sulle proposte di piani presentati dagli Stati membri in attuazione degli obiettivi concordati dell'Unione dell'energia, in materia di energia e clima per il 2030. Pur apprezzando l'impegno dei paesi si richiede una maggior ambizione verso l'impatto climatico zero. Il commento del Greepeace sulle raccomandazioni per l'Italia: la centralità data al gas nel piano presentato dall’Italia è in contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione 

 

 

Indice degli interventi

 

La Commissione europea dopo aver valutato le proposte di Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNEC) per il periodo 2021-2030 presentate dai vari Paesi dell’Unione, ha pubblicato le proprie raccomandazioni.

 

In linea di massima, pur apprezzando l’impegno mostrato dai paesi si richiede una maggior ambizione che assicuri il raggiungimento dei target climatici per il 2030 definiti con l’accordo di Parigi e la transizione verso un'economia a impatto climatico zero entro il 2050, attraverso un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica.

 

Le raccomandazioni inviate ai singoli paesi evidenziano gli aspetti da migliorare dei PNEC considerando la scadenza di fine anno per la presentazione dei piani definitivi.  Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l'Unione dell'energia, ha questo proposito ha commentato “Chiarezza e prevedibilità sono il vero e proprio vantaggio competitivo della politica europea in materia di energia e clima. Sfruttiamo quindi al meglio quest'occasione dando ai piani nazionali la forte spinta finale di cui hanno bisogno".

 

Il Commissario responsabile per l'Azione per il clima e l'energia Miguel Arias Cañete ha ricordato la recente proposta della Commissione perché l'Unione raggiunga l'impatto climatico zero entro il 2050. Perché questo obiettivo possa essere raggiunto è necessario intensificare gli sforzi nella giusta direzione verso il contrasto dei cambiamenti climatici e la modernizzazione dell'economia: “Invito il Consiglio ad avviare una discussione sulle principali priorità indicate dalla Commissione, così da aiutare la stesura di piani definitivi che presentino un adeguato livello di ambizione".

 

A livello comunitario le proposte di PNEC sono insufficienti sia per le fonti rinnovabili, con una lacuna da colmare di circa l’1,6%, sia per l'efficienza energetica con un gap di circa il 6,2% (se si considera il consumo di energia primaria) o del 6% (se si considera il consumo di energia finale).

 

Gli Stati membri dovranno considerare le raccomandazioni della Commissione per la stesura dei piani definitivi. In alternativa dovranno  pubblicare la motivazione. 

Le raccomandazioni inviate all’Italia

La Commissione nella Raccomandazione chiede che il nostro paese intervenga per sostenere la quota del 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, aumentare  il livello di ambizione per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento, migliorare le misure per conseguire l'obiettivo nel settore dei trasporti fissato all'articolo 25 della direttiva 2018/2001.


Inoltre si chiede all'Italia di ridurre la complessità e l'incertezza normativa, di precisare i quadri favorevoli all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e alle comunità di energia rinnovabile.

 

Per quanto riguarda l'efficienza energetica il Piano dovrebbe garantiore risparmi adeguati anche nel periodo 2021-2030.

 

La Commissione chiede di chiarire se la misura del "previsto sviluppo nel settore del gas sia compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati e con il programmato abbandono graduale degli impianti termoelettrici a carbone".

A questo proposito Luca Iacoboni – responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia – dichiara che la centralità data al gas nel piano presentato dall’Italia è in contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione, ovvero la riduzione della CO2.

 

Si richiede poi all’Italia di precisare gli obiettivi nazionali e di finanziamento per la ricerca, l'innovazione e la competitività da raggiungere nel periodo 2021-2030, di svolgere consultazioni con i paesi limitrofi per approfondire e integrare meglio l'aspetto della transizione, di chiarire le misure previste su società, occupazione, competenze e distribuzione del reddito, anche nelle regioni industriali e ad alta intensità di carbonio.

 

 

21 marzo 2019

Avviata la consultazione pubblica del piano energia e clima al 2030

Presentato dai ministri Di Maio, Costa e Crippa il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima al 2030 che dovrebbe avviare l’Italia verso la decarbonizzazione entro il 2050. I cittadini sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica on line fino al 5 maggio 

 

Ieri il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio insieme al Sottosegretario Davide Crippa hanno presentato il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima al 2030, che punta alla tutela ambientale, alla piena decarbonizzazione attraverso il sostegno a rinnovabili ed efficienza energetica e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Il ministro Costa ha infatti ricordato che “per ogni miliardo speso in fonti fossili si producono circa 5mila posti di lavoro, mentre per ogni miliardo speso nelle rinnovabili se ne ottengono 15mila”.

 

 

Si tratta di una transizione fondamentale per il nostro paese, anche per il rispetto dei target fissati dall’Unione Europea su efficienza eneregtica ed energie rinnovabili e che richiederà tempo e controlli, è infatti previsto un monitoraggio ogni due anni per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

I principali aspetti del Piano
  • graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia, entro il 2025,  
  • 30% dei consumi finali lordi di energia coperto da fonti rinnovabili entro il 2030, la percentuale nei trasporti è del 21,6%  
  • riduzione al minimo degli impatti ambientali e delle emissioni
  • - 56% di emissioni entro il 2030 nel settore della grande industria e della produzione elettrica, rispetto al 2005. (l’obiettivo europeo è del 43%) - 34,6% per il settore terziario e trasporti
  • sostegno all’efficienza energetica
  • riduzione della dipendenza da combustibili fossili stranieri

 

Imprese e cittadini sono invitati a partecipare a questo processo di transizione, da ieri è infatti on line il portale attivato dai ministeri per la consultazione pubblica. Tutti potranno inviare le proprie proposte fino al 5 maggio.

 

Scarica il Piano Energia Clima 2030

 

6/2/19

Presentata in Commissione UE la proposta per il Piano nazionale integrato Energia e Clima

Una nota del Ministero dell'Ambiente fa sapere che la proposta di Piano Nazionale Energia e Clima è stata presentata in Commissione UE: al 2030 rinnovabili al 30% e riduzione dei consumi energetici del 43%. 

 

Il Piano stabilisce le azioni da attuare per velocizzare la riduzione delle emissioni di gas serra e la profonda decarbonizzazione entro il 2050, coinvolgendo tutti i diversi aspetti dell'energia e dell'ambiente. 

 

I principali aspetti del Piano riguardano la la graduale eliminazione del carbone nella produzione di energia, entro il 2025, il sostegno alle energie rinnovabili, la riduzione al minimo degli impatti ambientali e delle emissioni, attraverso per esempio l'installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, l'uso di pompe di calore, la riduzione del consumo del suolo, i biocarburanti avanzati per l'uso di residui e rifiuti.

 

Sostegno anche all'efficientamento energetico, quale leva per ridurre la dipendenza da combustibili fossili stranieri sostenendo in contemporanea la crescita economica. I risparmi energetici sono attesi soprattutto nel settore civile e dei trasporti, dove l'elettrificazione ridurrà anche l'inquinamento atmosferico.

 

 

Un comitato direttivo intergovernativo formato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero dei Trasporti monitorerà il raggiungimento degli obiettivi preposti. E' previsto inoltre un ampio coinvolgimento delle parti interessate e delle autorità locali, anche attraverso una consultazione pubblica, tramite la piattaforma del sito web NECP istituzionale.

 

I cittadini e le imprese saranno coinvolti nel processo di transizione, promuovendo l'autoconsumo e le comunità energetiche, monitorando nel contempo le bollette energetiche e la competitività delle imprese.

 

Scarica il Piano per l'Energia e il Clima presentato in Commissione 

 

 

10/1/19

Rinnovabili al 30% nel 2030 nel Piano nazionale per energia e clima

Mise e Ministero dell’Ambiente hanno inviato alla Commissione europea la proposta per il Piano nazionale integrato per l'Energia ed il Clima (PNIEC) al 2030. Una volta approvato gli obiettivi saranno vincolanti 

 

 

Inviata a Bruxelles la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente del Piano nazionale integrato per energia e clima, come richiesto dal Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla Governance dell’Unione dell’energia.

 

Gli obiettivi fissati nel Piano, una volta approvato, saranno vincolanti per l’Italia, nel 2024 potranno essere revisionati solo al rialzo.


Il piano prevede che entro il 2030 il 30% dei consumi finali lordi di energia sia coperto da fonti rinnovabili, in linea con il target fissato per il nostro paese dall'UE e il 21,6% nei trasporti, percentuale superiore al 14% fissato dall’Unione.

Inoltre, nel Piano è prevista una diminuzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43% a fronte di un obiettivo UE del 32,5% e la diminuzione dei GHG vs 2005 per tutti i settori non ETS del 33%, ovvero il 3% in più rispetto a quanto previsto da Bruxelles.

 

Nella nota del Mise si legge che il Piano, che guiderà nei prossimi 10 anni la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell'UE, comprende 5 ambiti principali: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell'energia, ricerca, innovazione e competitività.

 

Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all'Energia Davide Crippa ha sottolineato che si tratta di uno strumento molto importante, che permetterà all’Italia di raggiungere gli obiettivi per il clima e l’ambiente ma, che per riuscirci, avrà bisogno del sostegno e della collaborazione attiva da parte di tutti gli stakeholders, sia nella fase di predisposizione che di realizzazione. Il Ministero infatti intende avviare una consultazione con tutte le parti interessate, comprese le parti sociali attraverso la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019 e tavoli tematici di lavoro.

 

Molto soddisfatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che sottolinea che l’attuazione del Piano consentirà al nostro paese di lasciare le fossili: "L’uscita dal carbone, al più tardi nel 2025, le rinnovabili al 30% nel 2030, la riduzione dei consumi energetici del 43% al 2030 sono degli impegni concreti e non un libro dei desideri”. 

Siglata una partnership tra Panasonic Solar ed Enel X per la commercializzazione del fotovoltaico ad alta efficienza e a un prezzo accessibile, nel residenziale e nelle piccole imprese. 

 

 

Panasonic Solar divisione che nel Gruppo giapponese si occupa dello sviluppo di pannelli solari ad alta efficienza ed Enel X, realtà che all’interno di Enel propone soluzioni digitali e prodotti innovativi nell'ambito dell'efficienza energetica, hanno siglato una collaborazione per la commercializzazione dei pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e a un prezzo accessibile, sia per il residenziale che per il mercato delle aziende.

  

Si tratta di un’offerta interessante per tutti coloro che vorrebbero dotarsi di un impianto solare e ottimizzare l’autoconsumo, con un risparmio in bolletta e nel rispetto ambientale. A questo proposito Andrea Scognamiglio, responsabile global e-home di Enel X, sottolinea che grazie a questa collaborazione si offriranno ai "clienti servizi tecnologicamente avanzati che permettono di consumare energia in modo intelligente riducendo allo stesso tempo l’impatto ambientale”.

 

La partnership prevede che Enel X si occupi della commercializzazione dei pannelli fotovoltaici Panasonic, proponendo specifici pacchetti, a seconda delle esigenze della clientela, residenziale o aziendale, fino a un massimo di 19 moduli. L’offerta comprende l’installazione e la garanzia per 25 anni. Inoltre le prime 449 installazioni beneficeranno di un’integrazione assicurativa di 10 anni a copertura di eventuali problemi per eventi naturali e guasti alla macchina.

I pannelli fotovoltaici Panasonic HIT

I nuovi pannelli recentemente introdotti da Panasonic utilizzano l’innovativa tecnologia di eterogiunzione, che assicura molti vantaggi. Le celle infatti includono sia la tecnologia cristallina, che converte più luce solare in elettricità, che quella a film sottile, più performate in caso di scarsa illuminazione, sfruttando in questo modi i vantaggi di entrambe le tecnologie fotovoltaiche.

 

Le celle solari HIT infatti racchiudono un wafer di silicio monocristallino, che produce molta energia, in uno strato di silicio amorfo ultrasottile (= film sottile), che riduce le perdite di elettroni, assicurando che i moduli raggiungano un'efficienza maggiore del 22%

 

Tra i molti plus il lato posteriore della cella è stato ottimizzato con un miglioramento dell'efficacia luminosa del modulo. Inoltre il design del telaio è stato studiato per aumentare la stabilità e diminuire lo sporco sul modulo. Negli angoli è presente un sistema di scarico dell'acqua, che assicura un affidabile drenaggio con effetti anche sull'autopulizia del modulo.

Nissan, Enel X e RSE hanno dato il via alla sperimentazione del vehicle to grid: così le auto full electric potranno comunicare con la rete elettrica

 

a cura di Ivan Celeste

 

 

Indice degli argomenti:

A Milano si prova a guardare più avanti in termini di mobilità elettrica. È stato da poco avviata la sperimentazione, la prima in Italia, e tra le prime in Europa, della tecnologia Vehicle to Grid (V2G) che permette ai veicoli elettrici d’immagazzinare e restituire energia per stabilizzare la rete. Un progetto nato grazie alla collaborazione tra Enel X, Nissan e RSE - Ricerca sul Sistema Energetico, che ha messo a disposizione la propria sede e centro di ricerca. 

L’importanza del vehicle to grid per emobility e rete elettrica

Il sistema elettrico ha e avrà sempre maggiore bisogno di flessibilità. La produzione da rinnovabili dovrà aumentare, anche per centrare i target previsti per il 2030 dal Piano nazionale Energia e Clima e dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Solo che è necessario gestire al meglio e stoccare l’energia prodotta, rendendo stabile la generazione e rendendo la rete flessibile e capace sempre di garantire una fluidità di servizio. Da qui nasce l’opportunità di sviluppare il discorso relativo all’accumulo energetico.

L’opzione V2G apre quindi a nuove opportunità, non solo legate alla trazione, ma anche all’energy storage. Da qui si evidenzia l’importanza della sperimentazione, che proseguirà fino a dicembre 2020. I veicoli elettrici diventano così “batterie in movimento”, giocando ancor più un ruolo significativo nel processo di transizione energetica sempre più a zero emissioni.

 

Il progetto avviato a Milano, segnalano i tre attori in una nota congiunta: “intende testare le funzionalità del V2G in base alle abitudini degli utenti privati e di coloro che utilizzano veicoli di flotte aziendali. Durante i periodi di ricarica le batterie saranno impiegate come sistemi di accumulo energetico connessi alla rete, in grado di garantire vantaggi per il sistema elettrico e per i possessori delle auto”.

 

In particolare, il vehicle to grid renderà possibile massimizzare l’autoconsumo di energia rinnovabile da impianti domestici, ottimizzando i flussi di energia prodotta e consumata a livello locale e garantire la continuità della fornitura di energia in caso di interruzioni.

 

I vantaggi per chi possiede un’auto elettrica si aprono alla possibilità di ottenere una remunerazione per i servizi forniti al sistema elettrico. Quindi, oltre ai benefici ambientali ci sono anche quelli economici. In attesa che il decreto in discussione renda possibile sfruttare per più finalità le batterie attraverso il V2G, si perfeziona da una parte l’opportunità di disporre, senza costi aggiuntivi, di un sistema di accumulo domestico o aziendale e, dall’altra, di garantire un importante contributo alla stabilità e all’efficienza del sistema elettrico. 

Il parere dei protagonisti del progetto

 

Da Sinistra Maurizio Delfanti, Bruno Mattucci, Alberto Piglia

 

A garantire la sperimentazione concreta ci pensano le infrastrutture di Enel X e di Nissan. Alberto Piglia, responsabile global e-Mobility Enel X, ha rilevato come questa sperimentazione avrà il merito di far comprendere le opportunità di connettere l’auto alla rete elettrica. «La sperimentazione prevede la possibilità di far partecipare due Nissan Leaf ad altrettanti servizi diversi: l’integrazione dell’auto con la rete, denominati in front of the meter; la possibilità di mettere in comunicazione l’auto con il sistema casa mediante il behind the meter».

 

Nissan metterà a disposizione due vetture modello Leaf, l’unica in Europa a essere certificata e abilitata al V2G. La casa automobilistica ha già avviato il progetto in altri Paesi: in Danimarca, nel 2016 insieme a Enel e Nuvve, ha lanciato il primo Hub V2G al mondo interamente commerciale; nel Regno Unito, insieme ai propri partner, Nissan ha dato vita a e4Future, primo progetto al mondo che predispone una dimostrazione ad ampio raggio della tecnologia vehicle to grid, permettendo di sperimentarla su vasta scala, usando mille installazioni. Non va dimenticato infine anche il caso della Germania, dove la Nissan Leaf si è attestata come prima auto full electric ad aver superato la fase di pre qualificazione come sistema di accumulo di energia elettrica secondo le linee guida dei Transmission System Operator tedeschi. «Grazie alla possibilità aperta dal V2G si potrà scambiare energia con la rete di distribuzione, oppure utilizzare la propria vettura come sistema di stoccaggio qualora si abbia la disponibilità domestica di un impianto fotovoltaico con vantaggi nel sistema di ricarica», ha segnalato Bruno Mattucci, ad Nissan Italia, rilevando che, in base alle stime fatte e che la sperimentazione dovrà confermare, si potranno abbattere i costi di ricarica dal 40 al 60%.

 

Da parte sua RSE, “padrone di casa” dell’iniziativa italiana, ha già avviato un’iniziativa di elettrificazione della flotta di auto aziendali, che andrà a integrarsi (come benefici generali e come contenuti di ricerca) con il progetto milanese. Come ha sottolineato Maurizio Delfanti, amministratore delegato RSE, «Il progetto vehicle to grid è importante per RSE, che ha avuto il piacere di ospitare l’evento iniziale, perché s’inserisce nell’alveo delle attività di ricerca di sistema. L’idea che le batterie di un auto possano fornire servizi alla rete elettrica è un’idea innovativa, che noi perseguiamo da tempo e con molta attenzione. Riteniamo sia giunto il tempo di passare dagli esperimenti di laboratorio e dalle ricerche teoriche e simulazioni ad applicazioni pratiche. Questo progetto risponde proprio a questo intento. Proveremo percorrenze reali e metteremo alla prova le auto e tutti i sistemi connessi nella nostra sede per dimostrare e per individuare possibili difficoltà ancora da superare perché la prospettiva dell’impiego dei veicoli al servizio della rete elettrica diventi di ampio mercato cui tutti possano accedere».

 

Rete IRENE ha di recente inaugurato un edificio a San Donato Milanese su cui è stato attuato un intervento di riqualificazione energetica con sistema a cappotto. La riqualificazione ha permesso di incrementare il comfort abitativo e di registrare una riduzione del fabbisogno energetico di oltre il 50%, oltre a una riduzione di 20 tonnellate all’anno di CO2 immesse nell’ambiente.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

 

 

In un contesto come quello odierno gli interventi di riqualificazione energetica divengono azioni indispensabili con valore sociale, ambientale ed economico, come ha dichiarato Manuel Castoldi, Presidente di Rete IRENE:Il primo grazie va indubbiamente a tutte le famiglie che hanno scelto di affidarsi a noi per realizzare un intervento di riqualificazione energetica dal grande valore sociale, ambientale ed economico. La realizzazione di via Trieste 20 segna il passo in una città che ha bisogno di interventi come questo. Da ormai 6 anni come rete battiamo il territorio per far comprendere che questi interventi sono convenienti nel medio – lungo periodo. La nostra speranza è che questo, come gli altri condomini riqualificati negli anni da Irene, possano rappresentare un modello da replicare a livello nazionale

 

L’inaugurazione dello stabile si è svolta coinvolgendo anche i condòmini, che fin da subito si sono mostrati fiduciosi nei confronti del progetto, affidando la direzione dei lavori a un partner strategico come Rete IRENE, che ha garantito la sua presenza in ogni fase del processo: da quella preliminare e preventiva a quella realizzativa, fino ad arrivare alla fase post cantiere.

 

I condòmini si sono avvalsi, inoltre, di uno strumento performante ed innovativo come la cessione del credito fiscale, ritirato dalla stessa Rete IRENE, grazie all’accordo strategico con Eni Gas e Luce, che ha acquisito il credito d’imposta ceduto dai proprietari.

 

Giorgio Fontana, Responsabile Servizi Energetici di Eni gas e luce, ha ricordato l’iniziativa CappottoMio, la cui filosofia si avvicina a quella della rigenerazione di San Donato: “Siamo orgogliosi di essere presenti in questa sede con un intervento che rientra nella filosofia del progetto CappottoMio. Fondamentale è che si parli sempre di più di realizzazioni di questo tipo: la riqualificazione energetica può, e deve, fare la differenza nei nostri centri urbani. Come Eni gas e luce stiamo stringendo diversi accordi con i Comuni affinché vengano mossi tanti piccoli grandi passi a favore della sostenibilità e cura dell’ambiente”.

 

 

 

L’intervento di riqualificazione si è svolto in soli sei mesi e ha interessato un condominio di sei piani con evidenti segni di danneggiamenti in facciata, prontamente risolti.

 

Il raggiungimento di ottimi risultati in termini di efficienza energetica e riduzione dei consumi è stato possibile grazie alla realizzazione di opere puntuali, ma in costante relazione tra loro, che hanno permesso di ridurre il quantitativo di emissioni di CO2.

 

Nel dettaglio, il trattamento delle facciate è avvenuto tramite l’applicazione di un sistema di isolamento a cappotto, così come sono stati coibentati il primo e l’ultimo solaio.

 

L’intervento si è concentrato anche sulla valorizzazione estetica e patrimoniale del palazzo, nel quale i vecchi parapetti sono stati sostituiti con l’installazione di balconi in acciaio e vetro, donando a un edificio anni ’70 una moderna visione d’insieme, senza però privarlo della sua identità architettonica.

 

 

 

Tutto ciò si è reso possibile grazie allo studio attento di un team di professionisti e al lavoro di diverse maestranze che hanno condiviso competenze e professionalità per raccordare impeccabilmente elementi tecnologici differenti affinché si potessero eliminare le dispersioni energetiche.

 

Alessandro Cesca, Amministratore del condominio riqualificato, si è espresso così: “Con questa realizzazione, oggi, i residenti dello stabile possono vantare un passaggio di classe da una E ad una C con, nell’immediato futuro, una diminuzione del fabbisogno energetico di più del 50% e una riduzione di 20 tonnellate all’anno di CO2 immesse nell’ambiente. Si tratta di un piccolo passo che, se verrà condiviso anche da altri, porterà a grandi risultati”.

 

Grazie alla forte collaborazione tra condominio e impresa, che hanno lavorato fianco a fianco, è stato possibile raggiungere l’obiettivo prefissato nel migliore dei modi. Mario Tramontin, Vicepresidente di Rete IRENE e titolare di Trivella, che ha realizzato l’intervento, si è espresso a riguardo con queste parole: “E’ stato uno splendido percorso partecipato ed intenso, in cui il condominio e l’impresa hanno lavorato sin dal primo giorno assieme: ragionando nel trasformare un tradizionale intervento di manutenzione straordinaria in un ambizioso progetto di riqualificazione energetica e rigenerazione architettonica, imparando ad utilizzare e sfruttando appieno gli innovativi strumenti di incentivazione fiscale e cessione del credito”.

 

 

 

L’intervento realizzato a San Donato vuole essere d’esempio e spronare l’avviamento di interventi futuri che possano generare una catena di opere di riqualificazione energetica, coinvolgendo più quartieri e innescando un meccanismo sostenibile, necessario per far fronte alle numerose problematiche che il pianeta è costretto ad affrontare.

 

 “La città di San Donato Milanese vuole perseguire obiettivi che facciano della sostenibilità ambientale il loro caposaldo. Interventi come questo dimostrano che quando si vuole le cose cambiano nella sostanza. Come Amministrazione crediamo in questi obiettivi e oggi, di fronte al riqualificato condominio di via Trieste 20, possiamo toccare con mano i grandi risultati ottenuti”; con queste parole il Sindaco di San Donato Milanese ha sottolineato l’importanza e l’incidenza positiva che questi interventi possono portare alla comunità.

Soluzioni HVAC per il riscaldamento e raffrescamento efficiente del nuovo campus universitario della School of Business and Economics di Lisbona. Il sistema LG Multi V ha garantito massimo comfort e zero sperchi.

 

 

L’Università Nova School of Business and Economics di Lisbona (Nova SBE), specializzata nella formazione di alto livello in ambito economico-finanziario, ha da tempo deciso di impegnarsi sui temi della sostenibilità, attraverso attività di sensibilizzazione rivolte a studenti e professori volte alla riduzione degli sprechi, e interventi di efficientamento delle proprie strutture.

 

Il Campus di Nova è stato realizzato a Carcavelos nel 2018 con i fondi della Banca europea per gli investimenti (BEI) che, nell'ambito del Piano di investimenti per l’Europa, ha progettato un edificio all'avanguardia e un centro di eccellenza per tutto il Portogallo.

 

Obiettivo del campus universitario è entrare nei primi 20 posti della GreenMetric World University Ranking, riconoscimento ai campus eco-friendly.

 

Il complesso facilmente raggiungibile dal centro di Lisbona e vicino al mare, si sviluppa su una superficie di 84.000 m2, è dotato di tutti i servizi e può ospitare fino a 3.500 persone tra studenti, docenti e personale vario. 

Le scelte sostenibili adottate dall'Università

Tutto nella progettazione del nuovo Campus è stato pensato con attenzione a sostenibilità, efficienza e massima autosufficienza energetica: dalla posizione degli edifici, studiata per ottimizzare l'illuminazione naturale degli ambienti, al canale di raffrescamento sotterraneo naturale, dai 900 pannelli solari presenti sui tetti degli edifici, per una superficie totale di 1.050 m2 ed una capacità combinata di 250kw, alle pareti vetrate adottate in tutta la struttura. Per quanto riguarda il risparmio idrico sono stati installati un sistema di riciclaggio delle acque utilizzate per l’irrigazione e sensori smart sui rubinetti. 

 

Il campus è fornito di punti di ricarica per le auto elettriche, tutti gli elettrodomestici sono in classe di efficienza A+ ed è stato adottato un piano d’azione partecipato con il governo portoghese a sostegno della riduzione degli sprechi e dell'adozione di un'economia circolare.

 

Nova SBE ha scelto per la gestione climatica del nuovo campus universitario  LG Multi V 5soluzione HVAC di LG, che si caratterizza per efficienza, flessibilità e tecnologia all'avanguardia.

 

 

Grazie all'utilizzo del moderno sistema LG, è migliorata l'efficienza del campus, sono diminuiti i consumi e i costi energetici e contemporaneamente è stato massimizzato il comfort per tutti gli utenti della struttura.

 

Gli impianti VRF della linea LG Multi V 5, grazie alla loro flessibilità, hanno garantito il riscaldamento e raffrescamento efficiente di tutti gli ambienti, diversi per dimensioni, altezze, destinazione d'uso. In particolare è stato installato un sistema su larga scala composto da 200 unità interne e 53 esterne di LG Multi V 5, abbinato a 50 unità di trattamento aria, per una capacità totale di 2,1 megawatt.

 

Grazie al controllo ESP (External Static Pressure) è possibile regolare la portata d'aria nei diversi ambienti, garantendo che la temperatura sia sempre confortevole ed evitando gli sperchi. Il sistema può inoltre essere comodamente gestito da remoto. Tra i molti plus grazie allo scambiatore di calore Ocean Black Fin, la soluzione LG si fa notare per resistenza e durata, anche in condizioni atmosferiche corrosive, come è il caso del campus portoghese.

Pagine

Facebook icon
Google icon
LinkedIn icon
e-mail icon
Abbonamento a studio-ots.it aggregatore - News Frontend
Torna in cima